| Francesco Giusti |
| POETI | M N R |
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Giorni e giorni su questa poesia come se tutto risvegliandosi dopo l'inverno dovesse -gravido -raccogliersi in essa |
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I versi che dormono sulla punta della penna li sveglio solo per nutrirli con il paesaggio che allatto nel cuore |
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Sola un'orma di dolore colma il fondo della notte. Pota tralci agli anni E qui non c'è che questa animula tuffata insonne nel- lo sferragliare di tenaglie di stridii -l'irraggiunto astro al quale aspiravi, eccolo, maturo sull'albero del non tempo; su di te, mutilato foglio, con baci di non labbra impensato si china |
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Insinua la risuscitata mano rovescia tra le cosce della notte, il tepore che là metti, come benda alla cui difesa affido le scorticature di questo girotondo, anch'io lo porto: parola che dal DUE-due torna all'uno, briciola di briciola di briciola, appena alitante scheggia di impensiero. |
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Per te e in te vengo estraniandomi la giornata zoppica, sui muri hanno appeso colpi frangiati di piccole morti. |