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Venezia ObServer, Impatto del Traffico Navale
sul Porto Storico di Venezia

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Fotografie e osservazione sismica di Etele Pechy
Testo di Umberto Sartory


Non ci è possibile, allo stato dei fatti, disporre dei dati necessari a una esaustiva comprensione della molteplicità di inferenze chimiche, fisiche e sociali del traffico navale sul tessuto urbano di Venezia.

In base alle nostre osservazioni, disponiamo tuttavia di materiale documentativo sufficiente a ben individuare alcuni fattori e soprattutto a evidenziarne la gravissima minaccia per il nostro Centro Storico.





I fumi delle navi liberano enormi quantità di inquinanti solforici e nitrici, che stanno velocemente sgretolando la città in fanghiglia gessosa.


Inquinamento da zolfo e nitrati

Questo aspetto si segnala con chiara evidenza come la minaccia più letale per l´intero corpo edificato della città. Le anidridi nitriche e solforiche sono rilasciate in enorme quantità dai fumaioli che, a differenza degli scarichi dei mezzi terrestri, sono solitamente privi di sistemi per la depurazione dei fumi.

Tali fumi sono in particolare prodotti da macchine alimentate a olio pesante (bunker fuel).
Si trattasse anche di "semplice" gasolio per autotrazione, teniamo presente che una macchina navale varia in potenza tra i 40.000 e i 120.000 cavalli, quando per muovere un TIR ne sono sufficienti 4 o 500.
Alle navi si aggiunge che i loro passeggeri (2-3000, per alcuni singoli cruiser), vengono raccolti da sciami di imbarcazioni a motore più piccole e smistati con questi ulteriori mezzi inquinanti, fin nelle vene più piccole della Città Santa e Storica e delle Isole. E che i guadagni indotti da questi traffici invogliano i locali a possedere imbarcazioni da diporto a motore sempre più potenti e numerose...

Per questo argomento abbiamo raccolto e pubblicato molto materiale sul sito http://www.ourvenice.org, e i distruttivi effetti della Solfatazione sulle pietre si possono trovare illustrati anche in altri articoli del Comitato di Salute Pubblica a Venezia come quello che state ora leggendo.





La spaventosa frequenza ed entità del traffico navale in Bacino di San Marco e in Canale della Giudecca.









Moto ondoso

L´impatto delle enormi masse d´acqua dislocate dai grandi natanti in corsa e in manovra agisce su Venezia sostanzialmente in quattro modi:

Con moto percussivo quando l´onda visibile frange sulla riva:
ciò causa gravi dissesti agli argini.
Con moto sismico quando la massa d´acqua in movimento (onda muta) esercita pressione sulle isolette:
ciò causa oscillazione e vibrazione degli edifici: l´onda oltre alla pressione veicola anche il moto vibratorio in bassa frequenza del motore, causando danni a fondazioni e alle canalizzazioni sotterranee come rii interrati o fognature.
Con l´infiltrazione e il percolare:
entrambe le onde aggrediscono il sostrato e le fondazioni asportando materiale.
Con le turbolenze:
causate in prevalenza dalle violente manovre di eliche e turbopropulsori, le turbolenze, soprattutto quelle in fase di attracco e di scosto, sono le principali responsabili della sottrazione di base d´appoggio alle banchine. Sollevando il fango, infatti, esse fanno sì che questo si disperda e si formino cavità, come sembra essere il caso delle Zattere.(vedi:
http://www.ourvenice.org/Venezia_gessificazione/docs/Futuro_Banchina_Zattere.pdf ).
Le turbolenze causate dai moderni propulsori assiali con i loro idrogetti puntati direttamente contro le rive, hanno inoltre effetto devastante sui sistemi di arginatura in pietra d´Istria tipici del nostro Porto Storico.






Le turbolenze smuovono il fango alla base degli edifici e lo disperdono, lasciando cavità.

È però importante capire che non sono le navi il nemico di Venezia, che anzi da sempre è città marinara e navale.

Le navi si sono modernizzate, ma la classe dirigente, troppo presa da lotte intestine e avidità di parte, non è stata capace di aggiornare la vocazione marinaresca della città al passo con i tempi e lo sviluppo delle flotte internazionali, e ciò, nonostante il fatto che molte grandi navi siano costruite proprio nei cantieri di questa città, come del resto avviene da più di mille anni.





Seri danni alle banchine causati dall'impatto delle onde visibili.










Qui a destra, vediamo gl´impatti dell´"onda muta" registrati come minisismi dal mareografo alla base del Campanile di San Marco



Firmate la Petizione per il Comitato di Salute Pubblica a Venezia