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Vita Civile ..:Torna indietro:..
L`ospedale di Venezia-Mestre - il nuovo ospedale come il nuovo stadio?
di Pietro Bortoluzzi - inviato il 11/11/2002 (letto 2369 volte - 1 commenti)

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Sono rimasto particolarmente sorpreso nel leggere e nel sentire le motivazioni che alcuni militanti, anche autorevoli, della maggioranza che governa il Comune di Venezia hanno addotto in difesa del vecchio Ospedale Civile di Venezia, che sarà probabilmente costretto al prepensionamento in seguito all'annuncio della realizzazione del nuovo (e giustamente desideratissimo da molti politici mestrini) Ospedale in Terraferma, visto che il ''principio'' stabilito dal nuovo Piano sanitario regionale sancisce di fatto per ogni grande comune veneto la possibilità di avere un solo ospedale per acuti. Infatti i novelli difensori della sanità veneziana rivendicano ora - a mio avviso giustamente, ma tardivamente ed incoerentemente secondo quanto da loro in altri campi professato - la necessità che per due città debbano esistere due ospedali…Peccato però che, a creare il presupposto culturale (a mio avviso sballato) ed il pretesto che ha portato la Regione a definire l'ospedale unico di Venezia con il nome ambiguo di Venezia-Mestre, sia stato proprio chi amministra da anni il Comune. Se è lo stesso Comune di Venezia, infatti, che cerca di creare culturalmente, socialmente ed urbanisticamente un'indissolubile unione venezianmestrina, con progetti indigeribili dal mio stomaco, eppure fieramente ostentati a più riprese; se sono proprio la Giunta e l'intellighentia radical-chic lagunare a stracciarsi le vesti di fronte alle firme raccolte per la divisione amministrativa del Comune; se son proprio loro a impantanare serie forme di decentramento, e a creare nell'immaginario collettivo e massmediale il valore del Comune Unico e la figura ideale del cittadino e del tifoso venezian-mestrino: come si può criticare ora la Regione, che - erroneamente ed utilitaristicamente - parrebbe allinearsi e sposare questa tesi? Ecco quindi un bel ospedale per gli unionisti, comodamente raggiungibile in macchina a Zelarino, in mezzo al traffico ed ai passaggi a livello.Stessima cosa che gli stessi Soloni, in tema ad esempio di strutture sportive, sembrano da anni annunciare come il toccasana con il promesso nuovo stadio a Tessera…Un'ennesima dimostrazione della prassi politica venezian-mestrina dominante di creare su progetti terrafermieri futuribili dati in pasto alla cittadinanza come già realizzati, eutanasie alle strutture vive lagunari: il Comune parla di nuovo stadio a Tessera, ed intanto lascia andare in deperimento il Penzo definito scomodo, contemporaneamente annunciando però che con la sublagunare si arriverà comodamente dalla Vigna (cioè quasi dal Penzo) fino allo stadio nuovo di terraferma (mentre il percorso inverso non viene neppure incredibilmente considerato!); la Regione e l’Asl annunciano il nuovo ospedale di Zelarino, triofalmente accolto con trombe e clarini da molti amministratori comunali e provinciali veneziani, ed intanto sembrano ipotizzare il declassamento dell'Ospedale Civile di Venezia (dove però un bel nuovo Museo della Medicina sarà, per la gioia dei turisti, ospitato!) e la riduzione ai minimi termini del Giustinian e dell'Ospedale al Mare, mentre il Sindaco e la Giunta appaiono latitanti, non solo alle audizioni della Commissione Regionale, ma anche nella realizzazione dei Distretti Sociosanitari e dei nuovi Piani di Zona, spendendo e spandendo però in progetti-pilota autoreferenziali sullo pseudo-sociale.Comune, Regione e Centri Sociali, ahimè, arrivano così involontariamente a sposare la stessa logica, per la quale la città storica di Venezia pare destinata - doppiamente, anzi triplamente - a soccombere.

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