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BYRON
di ENZO PEDROCCO - inviato il 23/06/2007 (letto 2906 volte - 4 commenti)

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BYRON
UN' ODE MENAGRAMA

La casa sul Canal Grande, proprio dirimpetto all’imbarcadero di San Tomà, in cui Byron abitò durante il suo breve soggiorno veneziano. Passandovi davanti non sono pochi i veneziani che, istintivamente, sono soliti ricorrere a un ben noto gesto scaramantico. E, collegando ciò che Byron scrisse, fra l’altro, nella sua celebre “Ode on Venice” con talune vicende quotidiane relative alla salvezza di Venezia, ancora assai lungi da una loro definitiva soluzione, credo che essi ne abbiano ben donde. Ricordate? Oh Venezia ! Venezia, quando le marmoree mura / saranno coperte dalle acque, s'alzera' / un pianto delle nazioni sulle tue aule sommerse, / un alto lamento lungo il distruggente mare !/ Se io, nordico errante, piango su di te / che cosa dovrebbero fare i tuoi figli? Tutto fuor che piangere: / eppure essi soltanto mormorano nel loro sonno, / ben diversi dai loro padri…etc.etc.

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Commenti a questo articolo
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Inviato da: kociss

ti vedi lord byron,el gaveva gia' capio che i venexiani i se gavaria venduo ea biblioteca de so bisnono e anca i mobii in scambio de un giro su ea macchina de elvis spresley o de un giro de boa co una cinese esperta!

Inviato il 24-06-2007 11:45
Inviato da: Umberto Sartory

Basta ciamar "venessiani" sta gentaglia. Quei che ti descrivi, caro Kociss, no sé Venessiani. No i ghe someja gnente, gnanca da lontan. Questi no ghe someja gnanca ai Barbari, che un so onor anca quei lo gaveva.

No basta bitar a Venessia par esser Venessiani. E gnanca no serve.

Ghe sé più Venessiani fora da sto cain de laguna che drento.

E varda ben che no sò mi a dir che sti qua, anca se i ga domie numeri de casa a San Marco, no pol più esser ciamai venessiani.
Sé la cità che lo siga, al punto che pur de no sostignir ste sanguisughe marse, la sé drio andar via ela.
Ai vermi da fango, che ghe resta solo che fango. Venessia gera stada fata da Venessiani par Venessiani. Solo i Venessiani pol salvarla. Ma semo in pochi, ancora, massa pochi.

Inviato il 25-06-2007 10:55
Inviato da: Tello (tello.venezia@libero.it)

La quantità non fa la qualità. Noi siamo in pochi, ma guarda che qualità intellettiva ed organizzativa avremmo per Venezia. Chi invece la comanda, sono in tanti, e vogliamo spendere qualche parola sulla qualità di questi signori? Ops, ho parlato di signori, me ne scuso. Pochi, ma buoni veneziani in terra straniera!

Inviato il 25-06-2007 18:51
Inviato da: Umberto Sartory

Siamo buoni Veneziani in terra occupata, non straniera. La nostra Terra, usurpata dai porci e dai proci.

Io so, come tu sai, Tello, che non sarà il fatto di essere in pochi a farci desistere dall'impegno. Siamo in fondo tutti uomini che già lottavano per Venezia anche da soli. L'esserci trovati e riconosciuti, pur in pochi, è già un privilegio insperabile, in queste condizioni della città e dello Stato.

L'avere trovato ascolto e approvazione in oltre mille Cittadini è un altro motivo che non può che spronarci a continuare.

E dico "massa pochi" non per ripararmi da un possibile insuccesso, ma per spronare altri a unirsi a noi, poiché è fuor di dubbio che le nostre attuali forze sono insufficienti a produrre gli eventi indispensabili al salvataggio della città. Già operiamo in quel senso, ma siamo lontani dalla possibilità decisionale necessaria a trasformare la nostra dedizione in reale salvezza per la città.

Inviato il 26-06-2007 13:44
 


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