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IL REDENTORE ``TRADITO`` DAL CDQ2 - spesi 46mila euro in tarantelle, cori balcanici e dibattiti no-global...
di Pietro Bortoluzzi - inviato il 27/07/2003 (letto 1505 volte - 0 commenti)

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A Redentore 2003 ormai archiviato, penso sia opportuno far conoscere alla cittadinanza veneziana quali scelte politiche e culturali siano state fatte dal CdQ2 per celebrare la festa più amata dai veneziani; e quanto siano costate. Per il Redentore 2003, infatti, la variegata e litigiosa maggioranza del CdQ2 ha programmato una spesa complessiva di 47.959,37 euro (poi ridotti a 45.959,37), organizzando (o meglio accettando l’organizzazione di un pacchetto di) una serie di appuntamenti che avevano il loro zoccolo duro nel pomposamente intitolato “Ettnic@ Voci, Suoni e Visioni dei Popoli”, e che sono consistiti in musiche, danze e spettacoli nella stragrande maggioranza decisamente poco veneziani (valzer, liscio, tarantelle, la fanfara di Tirana, il teatro da Budapest…), accompagnati da incontri/dibattiti politicamente a senso unico, nel corso dei quali hanno potuto fare la loro campagna elettorale anticipata, assieme a Bettin e a rappresentanti di associazioni schierate a sinistra, alcuni esponenti della maggioranza del CdQ2, come il presidente Reberschegg e il consigliere Bonzio. Il tutto di fronte a un pubblico spesso adeguato alla valenza degli incontri. Un’iniziativa invece più legata alla tradizione veneziana, come il Processo alle Osterie del Tribunal de l’Inquisithion, sovvenzionato con appena 1.500 euro, è stata lasciata languire e sostanzialmente è stata boicottata: a far atto di presenza, diversamente dagli anni scorsi, infatti, quest’anno ci sono stati solo alcuni consiglieri di minoranza, che hanno trovato uno scampolo di tempo fra una commissione e l’altra (convocate d’urgenza ed intempestivamente, da chi poi non s’è neppure presentato!), mentre in contemporanea alla Giudecca si teneva un farisaico incontro/dibattito sulla “tutela delle identità culturali nel processo di apertura a est dell’Unione Europea”. Un discreto successo, inoltre, pare abbia arriso all’iniziativa (innovativa per il Redentore) in Erbaria, che presentava un progetto teatrale veneziano: il quale però ha subito un decurtamento di finanziamento in fase di rettifica della delibera (con la Deliberazione n.48/2003 del CdQ2), quando è stato anche tagliato lo svolgimento degli “antichi giochi da campo”…Insomma, tradendo l’impostazione politica e culturale “alta”, che dovrebbe da parte del CdQ2 consistere in un investimento sulla festa del Redentore per fare opera di rivitalizzazione e di radicamento delle tradizioni soprattutto veneziane (il che significa, ovviamente, anche la possibilità di effettuare qualche innovazione, qualche confronto e qualche contaminazione: su una solida base lagunare, però!), sposando invece un’ideologia demagogicamente globalizzante ed esageratamente unificante e multietnica, solo di facciata no-global e tutelatrice di tutte le etnie (che è quella sostanzialmente dei benpensanti soloni della sinistra veneziana e dei centri-sociali), il CdQ2 ha in fin dei conti utilizzato decine di vecchi milioni di lire per favorire in pratica lo snaturamento di una festa tradizionale che invece in molti (ma evidentemente solo a parole) avevano detto di voler tutelare come “veneziana”.Così, mentre da un lato una bella mazzata al Redentore il sindaco-commissario al moto ondoso l’ha data non regolamentando l’accesso alle imbarcazioni non tradizionali in bacino di San Marco (consentendo perciò l’arrivo di nuovi barbari foresti che hanno usato il Redentore come sfondo per feste private galleggianti a pagamento), dall’altro un secondo bel colpo l’ha assestato il CdQ2, sovvenzionando con più di 32 mila euro qualche tarantella e qualche bla-bla pseudo-noglobal ed elettoralistico in riva alla laguna di Venezia.

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