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LE ROSE INCRIMINATE
di ENZO PEDROCCO - inviato il 15/06/2008 (letto 2790 volte - 4 commenti)

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LE ROSE INCRIMINATE
LE ROSE DELLO SFRUTTAMENTO E DELLA POVERTA'


Le rose che i bengalesi o altri, di nazionalità diverse, sono soliti proporci di acquistare con insistenza al bar o per strada - suggerendoci di farne omaggio alle rappresentanti del gentil sesso con cui ci troviamo in compagnia prescindendo dai rapporti, non necessariamente sentimentali o affettivi , che possiamo avere con esse - hanno una lunga storia alle spalle, a dir poco raccapricciante, che sarebbe auspicabile un po’ tutti conoscessero, al fine di non contribuire ad alimentare una forma di commercio alla cui origine - al di là dell’ aspetto mite e gentile che esso assume nella sua fase terminale e delle sollecitazioni caritatevoli e umanitarie che talvolta ciò può suscitare - vi è una bieca e triste realtà di sfruttamento e povertà riguardante alcuni Paesi del Sud del mondo, fra i maggiori esportatori mondiali di fiori, da cui tale commercio prende le mosse.

In un bel libro di Pietro Raitano e Cristiano Calvi, “Rose&lavoro” - Terre di Mezzo Editore - che consiglio a tutti di leggere, tutto ciò viene magistralmente ed eloquentemente messo in luce dai suoi due autori. E, chiunque volesse rendersi edotto sull’argomento, non ha ovviamente che da recarsi in libreria e acquistare il libro.

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Inviato da: Umberto Sartori



Inviato il 14-06-2008 21:02
Inviato da: Enzo Pedrocco (enzopedrocco@gmail.com)



Inviato il 14-06-2008 23:20
Inviato da: Umberto Sartori



Inviato il 16-06-2008 09:16
Inviato da: Geppetto (emilio.conti@europe.com)

Un annetto or sono, una lavoratrice, mi par colombiana, tenne una conferenza sul tema, a cui partecipai.

La buona donna, generata la futura manovalanza per le serre dei padroni, era la fondatrice di una associazione sindacale. Con questa attivita' pero' metteva a repentaglio la propria incolumita' personale, viste le condizioni di legalita' del suo paese.

Alla domanda di un ascoltatore se boicottare l'acquisto dei prodotti floreali sudamericani, specialmente rose, rispose chiaramente di non farlo, pena il mettere a repentaglio la propria fonte di sussistenza.

Inviato il 22-06-2008 18:41
 


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