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Pietre di Venezia ..:Torna indietro:..
il bene comune ...
di elb@so - inviato il 23/10/2008 (letto 2672 volte - 16 commenti)

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il bene comune ...
Cosi si tratta il bene comune ? E ancora osate avere il coraggio di farvi
chiamare Veneziani trattando in questa maniera il bene comune ?
Appare purtroppo una cosa logica che il bene comune ,
costruito da artisti veri , vada sparendo dopo che un popolo
non piu degno di essere chiamato Veneziano ha messo
ad amministrare il bene comune gente come loro ,
non piu artisti o artigiani o commercianti , semplici e volgari
bottegai " artisti " dell'inciucio , del malaffare , del malgoverno
impegnati a sfruttare la città ,conservata e difesa con sacrificio
molte volte della vita dai nostri avi veri Veneziani, mirando
solo al guadagno .
Svegliate il Veneziano che è in voi addormentato da anni e anni
di false propagande di falsi politici , aprite gli occhi e non fate
in maniera che queste generazioni siano le colpevoli della
distruzione di Venezia .

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Commenti a questo articolo
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Inviato da: Fra.Cas.

Non serve svegliarlo, è gia in noi. e come un'istinto di sopravvicenza. Come se un giorno per strada vedessi una persona in difficoltà, minacciata, picchiata, spinta, sfregiata, che fai? la molli e non l'aiuti? E lo stesso è per VENEZIA. Ma qui mi fermo, poichè non riesco a capire perchè i veneziani la lascino minacciare, picchiare, spintonare e sfregiare da quelli che delegano a doverla proteggere, curare, preservare, ed abbracciare. Credo che più che barbari, stiamo diventando peggio degli abitanti del sud. Giriamo la testa dall'altra parte, e lasciamo che tutta la nostra città subisca offese, a coloro che noi stessi apriamo le porte.

Inviato il 12-11-2008 10:45
Inviato da: elb@so

Se non serve svegliarlo perchè allora il popolo permette
tutto questo sfacelo ? Si girano dall'altra parte o si lagnano
un po perchè sanno di aver venduto l'anima e il voto a questi
politicanti in cambio di licenze etc e permettendogli di devastare
la città .....

Inviato il 13-11-2008 06:40
Inviato da: Fra.Cas.

Elb@so, se posso farti una domanda.. mettiamo realmente che sia addormentato, la soluzione per risvegliarlo quale sarebbe secondo il tuo punto di vista? Quello di cancellare i partiti sarebbe una soluzione? E poi, quale tipo di governo ci sarebbe senza partiti ed il voto democratico? Sono solo curioso di capire...

Inviato il 13-11-2008 11:56
Inviato da: elb@so

Alla fine del 200 La Serenissima vietò i partiti politici
affinche ogniuno pensasse al bene comune in prima
persona , anche al costo della vita ....
chi tentava di dividere il popolo e la Repubblica
veniva legato a 4 cavalli e fatto a brandelli....
La storia della Repubblica insegna poi che
ogni magistrato , membro del maggior consiglio e ogni incaricato pubblico rispondeva di persona al popolo .
Questa è democrazia soprattutto se nel governo
potevano entrare persone che avessero avuto
meriti nei riguardi della Repubblica.

Inviato il 13-11-2008 13:10
Inviato da: elb@so

Dimenticavo.... per spiegare meglio il tutto puoi scricarti
gratuitamente il libro storia morale di Venezia .
Non sono , come potrebbe dire qualcuno, "anticaglie"
ma cose che attualmente potrebbero andare bene
per qualsiasi stato del mondo ....

Inviato il 13-11-2008 13:14
Inviato da: Umberto

Non si tratta di "cancellare i partiti" con un atto arbitrario, diciamo dall'esterno o dall'alto del Popolo.
Il risveglio passa attraverso una cancellazione in pectore al Popolo stesso del fazionismo partitico che lasci posto al sentimento di appartenenza culturale e terriroriale.
A una valutazione dell'altro basata non su stereotipi demagocici come destra e sinistra, ma sull'aderenza ai principi che informano la vita civile nella tradizione veneziana.

A questo proposito, è opportuno e importante ricordare che l'uso elegiaco del termine "democrazia" è un falso e a sua volta una pressione demagocica.
Per i Greci, inventori del termine, esso non esprime affatto un buon sistema di governo. Giù fino ai Padri della politica moderna, come Guicciardini, il termine democrazia ha valore dispregiativo, la peggiore catastrofe che possa accadere a uno Stato.
Democrazia non significa affatto "potere al Popolo" come scuole e istituzioni già corrotte ci hanno inculcato. Demos per i Greci è l'accezione peggiore del termine popolo. Democrazia vale dunque potere alla volgarità, lo stato sopraffatto dai peggiori vizi popolari.

Venezia invece è prodotto e necessita di un Governo aristocratico nel senso letterale del termine, di essere guidata dai migliori fra i suoi figli, degni di autorità per intelligenza, capacità, onestà, senso del dovere e del servizio.

L'aristocrazia veneziana antica a tutt'oggi brilla come uno dei sistemi più longevi ed efficaci per fare in modo che sotto la guida organizzativa dei migliori l'intero Popolo, nel complesso e individualmente accedesse all'uso consapevole del proprio dominio, ovvero potere sul territorio.
Penso di avere illustrato come ciò avvenisse nel libro consigliato da ElBaso.

Noi del Comitato di Salute Pubblica ci siamo incontrati e ci riconosciamo nel culto e nella pratica dei Valori della Tradizione Veneziana.

Non abbiamo mai avanzato pretesa alcuna di parlare o agire in nome del popolo veneziano. Tuttavia a questo popolo ci offriamo come persone preparate e dalla consapevolezza più attenta, congruente e organizzata della natura dei fenomeni.
Principalmente noi diffondiamo informazioni verificate e verificabili. Ritengo che questo sia il principale fattore per un possibile risveglio del Popolo. Far trapelare una luce costante di verità attraverso la foschia delle ipnosi televisive e mediatiche.
Come, in quali forme e con quali strumenti il Comitato organizzerebbe e governerebbe Venezia in caso di un mandato popolare a farlo è argomento da trattarsi solo a fronte di un effettivo risveglio del Popolo come interlocutore attivo. Il potere richiesto dalla Petizione è pressocché assoluto, equivalente a quello necessario al governo di una nave. Una simile investitura, appare ovvio, richiede un livello di fiducia tale dal Popolo nei nostri confronti, da non poter venir concesso se non dal riconoscere in toto le nostre qualità.
Noi siamo Veneziani per fede prima ancora che per appartenenza territoriale, e ogni scelta morale di questo tipo richiede innanzittutto un atto di fede.

Inviato il 13-11-2008 14:32
Inviato da: Fra.Cas.

Resta comunque il fatto che oggi, proprio perchè si vuole bene alla nazione, si entra nei partiti e ci si fa votare. E proprio per questo motivo che non vedo altra soluzione che la continuità delle leggi che ci siamo dati con la nascita della Costituzione, semmai credo dovrebbero essere gli uomini a cambiare quando appunto entrano in politica, e pensare esempio nel caso di Venezia, di proteggterla e di non aggredirla con i loro interessi. Coscienza civica. Non sono mai stato propoenso verso la Repubblica, ma credo che questa ci dia la libertà. Insomma, è difficile dirlo e forse anche pensarlo, ma non riesco proprio a concepire un'altro sistema. Noi tutti vogliamo bene a Venezia, ma poi quando andiamo li' trasformiamo questo bene in nostro interesse. Ma credo che tutto il mondo sia tale, e anche paese. Non so, sono anch'io stanco di tante cose, ma forse non riesco a vedere oltre. Sicuramente avete ragione anche voi, ma sarà difficile che le cose possano cambiare.

Inviato il 13-11-2008 16:13
Inviato da: Umberto

L'ultima cosa che una persona possa fare per il bene di una Nazione è di "entrare in un partito e farsi votare".
Interesse supremo di una Nazione e di essere unita, e il termine "partito" significa "diviso".
Davvero stento ad ammettere che tu possa sinceramente pensarla così.
La misura della difficoltà di un cambiamento è data dalla difficoltà di cambiare personalmente ordine di pensiero.
Più persone cominciano a pensare che un cambiamento sia possibile, più quel cambiamento diviene vicino e realizzabile.

Quando invece ci si adagia nel pensare "cambiare è difficile, meglio restare col sistema" di fatto si diviene sostenitori di quel sistema. Nel frangente di Venezia che oggi la vede in pericolo di dissoluzione, o si è parte della soluzione o si è parte del problema.

Solo il Popolo veneziano unito può oggi salvare la città. Nessun partito, e men che meno il sistema partitico, può promettere salvezza, poiché la nega col suo nome stesso.
Finché persiste la mentalità partitica, il Popolo non potrà esprimere il livello di potere necessario al salvataggio,
Anzi più il popolo rimarrà diviso, e più velocemente la città si sgretolerà. Questo assioma è di derivazione metafisica, ma ampiamente verificabile nella realtà materiale.
Agli avidi e ai loro complici ignavi solo il fango si addice. Le pietre scolpite furono per ben altri uomini.

Inviato il 15-11-2008 04:41
Inviato da: Gio

Mi meraviglia l'ultima dichiarazioni del sig.Umberto. Mi chiedo, e gli chiedo, come dovrebbe avvenire il cambiamento della società civile se non dalle istituzioni che sono state regolarmente per legge, per uso e consumo della polis, ovvero dal popolo, che è sovrano, e che decide attraverso elezioni democratiche, di eleggere dei rappresentanti che tutelino gli intertessi di tutti. Il sig. Umberto omette di dire che proprio da quei governanti eletti, nel pieno delle proprie funzione con il potere decisionale che a loro è assegnato, possono legiferare per la collettività. Quindi, la possibilità di cambiare lo stato delle cose si trova solamente nelle istituzioni democratiche. Altrimenti come potrebbe verificarsi, se non candidati ed eletti, la possibilità per un individuo di cambiare delle leggi emesse dagli organi preposti dalla nostra costituzione?
Al sig. Umberto dico che se ha delle idee che possano cambiare o modificare l'attuale modo di governare Venezia, l'unica via è quella di scendere in campo, personalmente, con una lista civica, con un gruppo di persone, o un partito politico, e presentarsi alla matita dei cittadini veneziani. Una volta laureato di questo compito gravoso, potrà far valere la sua politica, adoperando tutti gli strumenti democratici che la nostra costituzione anti-fascista ci concede, per migliorare la vita dei propri concittadini e le condizioni in generale della città di Venezia. Altre parole sono tanto per dire al vento. Se non si è nella pubblica amministrazione non si possono cambiare le cose, se non solamente con il sovvertimento degli organi democratici. Ma questo credo non sia il caso.

Inviato il 17-11-2008 19:27
Inviato da: Alexander Bonivento

Mi dispiace, ma gli assunti del sig. Gio non mi hanno proprio convinto.

Il popolo é sovrano?
Ricordo che stá scritto in una carta di sessant'anni fa, ma fatico parecchio a vederlo, questo popolo.
A livello locale come a livello nazionale, a me sembra piú un popolo caprone.

In primis, rapidamente, i governanti eletti dal popolo sovrano.
A livello nazionale, il "sovrano" puó solo mettere una crocetta su un simbolo di un partito, che poi sceglierá l'eletto per i fatti suoi e alla faccia dell'approvazione o meno del "sovrano".
A livello locale, troppo si gioca ancora sulle promesse, sui favori, sulla propaganda e sulla demagogia: nessuna di queste mi sembra una base solida per definire "eletto" alcunchí.

Ma cosa piú importante sono gli effetti, quelli che chiunque puó vedere e verificare.
Questi eletti dal popolo sovrano possono legiferare per la collettività.
Si suppone quindi che la collettivitá, in massima parte, sia generalmente d'accordo con codeste legiferazioni.
Quindi, nella mia banalitá, non riesco proprio a capire perché ci sia cosí tanto popolo sovrano che si lamenta di continuo definendo scellerate le scelte governative di una buona parte degli "eletti".

La mia risposta, banale anch'essa, é che al popolo fá comodo: lo scaricabarile elevato a sistema, tutti spolpano un pó di torta, non é mai colpa di nessuno.
Se c'é colpa, manca SEMPRE un responsabile.
Ma se c'é merito, accidenti... tutti a fare la fila per esserne responsabili.

E cosí succede che i caproni si vogliano credere sovrani, in modo da non dover mai mettere la faccia e il nome, in modo da non avere mai colpa, in modo da poter dire al bar "ma tanto cosa posso farci io da solo?".
Io questa la chiamo ignavia, non certo sovranitá.

La nostra costituzione anti-fascista ci concede anche libertá di idee e pensiero.
"Se non si è nella pubblica amministrazione non si possono cambiare le cose": si é liberi di crederlo, ma anche di non crederlo. E io non lo credo.
Non mi risulta una sola opera o azione di un qualsiasi eletto degli ultimi sessant'anni che possa essere paragonata a quelle di chi fu in grado di costruire una cittá in una laguna fangosa.
Se mi sbaglio mi si corregga, ma con fatti reali e comprovabili.

Altrimenti che il popolo faccia quanto di piú coraggioso si possa fare: assumersi le proprie responsabilitá, ammettere di aver sbagliato e cercare di rimediare. Solo chi fará questo, almeno ai miei occhi, potrá essere degno di essere chiamato Sovrano anziché Caprone.

Inviato il 17-11-2008 20:12
Inviato da: Umberto

Ringrazio Alexander di avere ulteriormente illuminato il problema con le sue riflessioni.

Quanto a Gio, se avesse spinto la sua voglia di comprendere fino a leggere il mio commento precedente, avrebbe notato che alla sua domanda avevo già esposto in gran parte la mia risposta.

Posso aggiungere che mi pare fuori luogo parlare di "attività legislativa" in uno stato le cui "leggi" sono ormai divenute illeggibili al cittadino.
Questo fenomeno da solo basta a screditarle da un uso corretto del termine "Legge".
Non è certo un caso che "Lege" latino sia al contempo ablativo di "Lex" e imperativo di "lego" (leggere).
Una legge deve poter essere letta dal cittadino, affinché egli possa comprenderla e rispettarla.
Vi si affianca il fatto che le regole promulgate da quella che Gio chiama, non a torto, democrazia, sono ormai innumerevoli per gli stessi specialisti.
Innumerevoli e in crescita quasi esponenziale.
Ho avuto modo di consultare, di persona e in rete, avvocati, giudici e tutori dell'ordine; ovviamente ho fatto la stessa semplice domanda anche ai delinquenti di partito professionisti, che abbondano nelle nostre contrade.
"Con la sua esperienza e specializzazione, può dirmi quante sono le "leggi" nel corpus giuridico italiano?".
La risposta più esauriente è che non è possibile stabilire il numero delle leggi vigenti, stante la costante attività produttiva e abrogativa di "leggi" da parte di numerosissimi enti.

Questo equivale al privare il cittadino inteso come figura laica, della possibilità di sentirsi rispettoso delle leggi, ovvero della dignità che ne consegue.

Denota uno stato che ha lasciato la tutela dell'onestà e della morale alla sola sfera religiosa, "depennandole" dai valori civili.

Da veneziano dico, caro Gio, che non si dà società civile né grandezza di Popolo senza principi morali come l'onestà.

La nostra attività come Comitato si pone dunque nella sfera delle attività morali e culturali. Cultura politica ma non solo, come può facilmente osservare se si aggira fra le pagine di veniceXplorer e dei siti collegati.

La nostra supplica al Sovrano è che si ridesti dal delirio distruttivo dei vizi e si dia le forme per salvare la città dei Padri e il proprio futuro come Popolo.

Certo abbiamo un "Programma per il Salvataggio <i>in extremis> di Venezia", ma esso resterà un evento letterario fino a quando sia il Sovrano a decidere di trasformarlo in politica.

Noi siamo in offerta. Se il Popolo decide di cambiare, ci valutiamo in grado di gestire la transizione.

Nel frattempo, facciamo del nostro meglio per tenere informato il Popolo su come vanno le cose per Venezia.

Quanto alla mia ultima dichiarazione:
"Agli avidi e ai loro complici ignavi solo il fango si addice. Le pietre scolpite furono per ben altri uomini".
invito Gio a prenderla come un resoconto figurato dei fatti, non come una mia opinione. Che la città stia rapidamente diventando fango può vederlo illustrato ampiamente nel sito ourvenice.org.
Nel precedente articolo di Observer dedicato al bassorilievo in rio terà Barba Frutarol Gio può altresì osservare come le pietre scolpite dichiarino di essere state per altri uomini. Pii, onesti, affidabili, con leggi chiare e rispettabili.

Inviato il 18-11-2008 06:15
Inviato da: Gio

Alexander Bonivento:" A livello locale come a livello nazionale, a me sembra piú un popolo caprone"

Che sia popolo caprone o popolo mastodontico, questi sono delle caratteristiche che non attingono alla discussione in corso. Sempre di un popolo si tratta.

Alexander Bonivento:"Quindi, nella mia banalitá, non riesco proprio a capire perché ci sia cosí tanto popolo sovrano che si lamenta di continuo definendo scellerate le scelte governative di una buona parte degli "eletti".

Nella mia affermazione c'è la risposta, se questo a te non va bene, nessuno ti indurrà a pensarla diversamente, ma pero'in compenso potrai far cessare il malcostume nelle scelte dei governanti mettendoti tu in prima persona in discussione nell'ambito politico, ovviamente prima essendo votato, in modo tale che i "concittadini" possano smettere di lamentarsi, e finalmente essere contenti dei propri governanti, come succede esempio in paesi quali Finlandia, Norvegia, Scozia, ecc...ecc...
Alexander Bonivento:"Non mi risulta una sola opera o azione di un qualsiasi eletto degli ultimi sessant'anni che possa essere paragonata a quelle di chi fu in grado di costruire una cittá in una laguna fangosa"

Allora che facciamo? Queste sono le persone che ci ritroviamo a governare, se per lei sono mediocri, si rivolga al popolo, e dopo averla eletta, faccia vedere la sua abilità e concretezza nello svolgere le opere che per lei sono fondamentali. la data dei 60 anni non mi stà per nulla bene, perchè precedente a quella ci riporta ad un periodo che per l'Italia e di non-liberta e di dittatura feroce e di schiavitu', e qualsiasi opera fatta porta l'onda di quel schiacallaggio dei 20 anni precedenti. Il ponte della Libertà, porta quella vergogna, anche se fu un opera d'arte studiata a livello mondiali, poichè il ponte 8 Km più lungo del mondo. ma questo non toglie che quelle pietre furono sporcate dalla vergogna del periodo fascista. Per questo preferisco piuttosto gente mediocre ed oper anche bruttine piuttosto di portare la vergogna della dittatura.

Sig.Umberto"Con la sua esperienza e specializzazione, può dirmi quante sono le "leggi" nel corpus giuridico italiano?".
La risposta più esauriente è che non è possibile stabilire il numero delle leggi vigenti, stante la costante attività produttiva e abrogativa di "leggi" da parte di numerosissimi enti"

Questa è la democrazia sig. Umberto, ovvero la possibilità da organi democraticamente eletti di promulgare o abrogare delle leggi. Se a Lei questo sistema non piace, il che potrebbe anche non piacere al sottoscritto, vada nei luoghi di potere dove si legifera, e faccia in modo che questa situazione possa terminare. Le ricordo comunque che maggioranza ed opposizione sono altamente concordi nel mettere mano definitivamente alla riforma del Codice civile e Codice Penale. Ma vede, anche in altri paesi come la Germania o la Francia, c'è una situazione tale che nemmeno il miglior avvocato le potrà dire quante sono le leggi.

Sig.Umberto:"La nostra attività come Comitato si pone dunque nella sfera delle attività morali e culturali"

Quindi, dovro considerarla tale. Semplice attività. Ma da queste pagine si riscontra che lei vuole cambiare Venezia, e non svolgere una semplice attività a lei collegata. Posso essere d'accorodo sulle attività morali e culturali, ma queste ripeto non possono cambiare la natura delle cose, ed in questo caso lo stato di Venezia.

La nostra supplica al Sovrano è che si ridesti dal delirio distruttivo dei vizi e si dia le forme per salvare la città dei Padri e il proprio futuro come Popolo.

Sig.Umberto:"Certo abbiamo un "Programma per il Salvataggio <i>in extremis> di Venezia", ma esso resterà un evento letterario fino a quando sia il Sovrano a decidere di trasformarlo in politica. Noi siamo in offerta. Se il Popolo decide di cambiare, ci valutiamo in grado di gestire la transizione"

E questo puo'avvenire solo come sopra le ho riportato, ovvero candidandosi. Non sarà stando per strada che potranno modificarsi i discorsi legislativi, non sarà convincendo la gente a prendere in considerazione il suo programma che, gente che poi andrà a votare delle persone che non è lei o quelli del comitato. il suo ragionamento letterario posso solo accettarlo, ma sei lei vuole cambiare lo stato delle cose, lo puo'fare solamente da quella stanza, e non da queste pagine. Tanta gente come lei esistono a Venezia, tante persone hanno formato comitati, e tutti combattono. Ci sono i famosi 40per Venezia, ci sono quelli di Venessi.com, ci sono i Giovani Veneziani, e quelli di Civiltà Anfibia. Ma sono parole che resteranno tali se non si decide di fare il passo verso quell'organo democratico che governa la città. Senza pretesa, non è che forse lei ha tanta paura dell'esame delle elezioni poichè rischierebbe di fare
una figuraccia? Nell'opposizione sono tutti bravi, ma poi nel mettere in pratica delle cose è assai diverso. Se lei a un programma, il che è gia visibile da queste pagine, lo presenti ai cittadini veneziani. Faccai vedere che i politici locali che hanno governato Venezia fino ad ora hanno fatto delle scelte sbagliate, e porti una volta li', i livelli che secondo lei Venezia deve avere.

Inviato il 18-11-2008 09:24
Inviato da: Umberto

Elezioni a parte, caro Gio, è proprio quello che faccio. Parlare al Popolo di un sistema diverso da quello attualmente in atto.

Non c'è figura peggiore da fare, del resto, che essere veneziani in queste condizioni.

Per questo noi parliamo al Popolo nel suo insieme, e rifiutiamo ogni contatto con il popolo diviso in fazioni. Si figuri quanto posso essere disponibile ad andarne a costituire una ulteriore.

Inviato il 18-11-2008 10:28
Inviato da: Tello

Senti Gio, ho letto con molto interesse i suoi scritti. Dica pure quello che vuole, perbacco, ci mancherebbe, siamo in un paese libero e democratico e a tutti e concesso il diritto di parlare e la cortesia di essere ascoltato.. Ci parli pure di costituzione anti-fascista, di schiavitu' e di libertà negata. Ci insegni il ruolo delle nostre istituzioni, di come funzionano, indicando quali sono le istruzioni per far si'che a VENEZIA le cose cambiano. Continui con nostro grande interesse a dire tutto quello che vuoi, senza nessun tipo di problema, Se lei vuole parlare del fascismo, parli pure anche di quello. Il 33 giri è finito che si è rotto da un pezzo, ma se lei vuole ancora farlo funzionare per qualche tracce, non c'è problema. Siamo in contemplazione alle sue parole. Se lei vuole deliziarci sulla libertà attuale rispetto a quel periodo nero, lo faccia pure, ma oltre a questo LA DIFFIDO AD UTILIZZARE PAROLE SUL PONTE LITTORIO quali ONTA, VERGOGNA, E PIETRE SPORCATE, e di conseguenza non si permetta di pronunciare il nome del PONTE, se a questo lei deve aggiunge parole deleterie.

Il Ponte Littorio è il PONTE di VENEZIA, ed insieme agli altri grandi ponti importanti della città, (Rialto, Stazione, Accademia, Sospiri, Paglia, della Veneta Marina, dei 7 Ponti del Rio Novo e quello delle Guglie ed altri), rappresenta VENEZIA, non l'onta fascista nè la dittatura. NON SI DEGNI NEMMENO DI SFIORARE CON IL SOLO PENSIERO IL MIO PONTE, se non per parlarci della sua linea d'arte, dei suoi marmi, dei suoi archi, e dei suoi mattoni che lo compongono. E se proprio vuole parlarci di onda e vergogna, ci faccia il picere, stenda una bella tesina tra LIBERTA' ed il ponte CHE STÀ'PIU'IN LA, ovvero quello di PANTA.PAGA. Ci delizi suvvia, con aggettivi su quella opera frutto del periodo di libertà, degno nemmeno di far transitare le caricature di MINNI E PLUTO, nemmeno degno di essere offeso tanto si offende da solo, talmente INCOMPIUTO TANTO DA NON POTERLO OFFENDERLO PER LEGGE POICHÈ SI ANDREBBE AD OFFENDERE TALMENTE TANTA DI QUELLA GENTE MEDIOCRE CHE GLI AVVOCATI CHE STANNO ATTUALMENTE IN CIRCOLAZIONE NON CI BASTEREBBERO PER DIFFENDERCI DALL'ACCUSA DI SCIACALLAGGIO!.

Quindi, lasci stare il PONTE, e vada pure a farsi quello di Tanto.Paga! Chiaro?

Inviato il 18-11-2008 17:56
Inviato da: Alexander Bonivento

Gio: "Che sia popolo caprone o popolo mastodontico, questi sono delle caratteristiche che non attingono alla discussione in corso. Sempre di un popolo si tratta."

Mi sembra una posizione un pó di comodo.
Se un popolo non é abbastanza fiero di sé da non riuscire a difendere il proprio Bene Comune e la propria Storia, davvero lo riterrebbe adatto ai temi della discussione?
Io penso che vivrei benone con una "democrazia" dove un popolo Sovrano sceglie "democraticamente" quello che pensa essere il meglio per tutti. Ma certo non con un popolo dove ciascuno pensa solo ed esclusivamente, in massima parte, per sé stesso e basta.

Gio: "ma pero'in compenso potrai far cessare il malcostume nelle scelte dei governanti mettendoti tu in prima persona in discussione nell'ambito politico, ovviamente prima essendo votato"

Il termine "ovviamente" é proprio fuori luogo.
Le elezioni di oggi sono solo promesse mai mantenute (peraltro ripetute identiche da almeno vent'anni) e immagine, tanta immagine. Io guardo al contenuto e alla luna, non alla confezione e al dito.
É quindi piú che naturale che non possa nemmeno pensare di entrare per una porta che non mi appartiene e che ritengo profondamente corrosa. Io punto a costruirne e aprirne un'altra.

Gio: "Queste sono le persone che ci ritroviamo a governare, se per lei sono mediocri, si rivolga al popolo, e dopo averla eletta, faccia vedere la sua abilità e concretezza nello svolgere le opere che per lei sono fondamentali."

Un giro nel sito www.ourvenice.org le illustrerá tutti i nostri pensieri.
Il sito www.venicexplorer.net le mostra la nostra abilità.
Il fatto che io mi firmi col mio vero nome e non con un diminutivo o uno pseudonimo le mostra che non temo di mettermi in gioco in prima persona, a differenza di quelli che "ci ritroviamo a governare".
Il nostro progetto é lí, visibile a tutti, chiaro.
Se il popolo vorrá, saremo piú che felici di mostrare la nostra abilità e concretezza senza timori.
Se proprio ci tiene a vederla in un'ottica piú "politichese", lo consideri il nostro progetto elettorale diffuso in rete e per strada anziché in televisione.

Gio: "la data dei 60 anni non mi stà per nulla bene, perchè precedente a quella ci riporta ad un periodo che per l'Italia e di non-liberta e di dittatura feroce e di schiavitu', e qualsiasi opera fatta porta l'onda di quel schiacallaggio dei 20 anni precedenti. Il ponte della Libertà, porta quella vergogna, anche se fu un opera d'arte studiata a livello mondiali, poichè il ponte 8 Km più lungo del mondo. ma questo non toglie che quelle pietre furono sporcate dalla vergogna del periodo fascista. Per questo preferisco piuttosto gente mediocre ed oper anche bruttine piuttosto di portare la vergogna della dittatura.".

Allora per coerenza non dovrebbe usare strade, ferrovie, ospedali, scuole, ecc.. che in buona parte sono ancora quelli costruiti da quei beceri schiavisti infami. Puó sempre usare tutti quelli fatti dopo, se ne trova in tutti i luoghi che visita.
Ma a proposito di ponti: e l'attuale e democraticissimo "ponte della costituzione" cosa porta secondo lei?

Gio:
"Questa è la democrazia sig. Umberto, ovvero la possibilità da organi democraticamente eletti di promulgare o abrogare delle leggi. Se a Lei questo sistema non piace, il che potrebbe anche non piacere al sottoscritto, vada nei luoghi di potere dove si legifera, e faccia in modo che questa situazione possa terminare. Le ricordo comunque che maggioranza ed opposizione sono altamente concordi nel mettere mano definitivamente alla riforma del Codice civile e Codice Penale. Ma vede, anche in altri paesi come la Germania o la Francia, c'è una situazione tale che nemmeno il miglior avvocato le potrà dire quante sono le leggi."

Numeri certi magari non ne sá nessuno, peró qualcosina si trova.
Germania e Francia?

"Handbook of International Health Care Systems"
di Khi V. Thai, Edward T. Wimberley e Sharon M. McManus
ISBN 9780824788292

Verso la fine di pagina 365, capitolo "D. Bureaucraric Complexity and Rigidity", troviamo questo:

For example, In Italy, the number of laws in the early 1990s was estimated at between 100,000 and 150,000.
This is excessive when compared to the 7000 laws in France and the 6000 in Germany.

Si vede che siamo davvero i piú democratici di tutti, e di parecchio pure...

Inviato il 18-11-2008 21:17
Inviato da: Anonimo

Vogliono trasformare Venezia in un museo, fare soldi con i turisti... poi se ne fregano dello stato della città è tutta rotta

Inviato il 26-08-2009 13:25
 


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