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Sul dissesto delle maree dal Gazzettino solo silenzio o fanfaluche
di Umberto Sartori - inviato il 02/03/2011 (letto 3740 volte - 4 commenti)

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Sul dissesto delle maree dal Gazzettino solo silenzio o fanfaluche

Questo articolo è stato ripristinato in seguito alla violazione del sistema Venice ObServer in data 02 Marzo 2011



Sul dissesto delle maree dal Gazzettino solo silenzio o fanfaluche


Un articolo comparso sul Gazzettino del 2 Gennaio 2011 riporterebbe una intervista di Adriano Favaro ad Andrea Rinaldo, ingegnere e docente d'idraulica, presentato come una delle cinque intemerate levatrici internazionali del MOSE. Abbiamo naturalmente tentato di porre alcune questioni al foglio cittadino e all'ing. Rinaldo, ma la nostra lettera, com'era da aspettarsi, non è stata pubblicata.


Questo signor Rinaldo sembra essere assai avaro della sua sapienza in materia di acque, e prodigo invece di sue considerazioni socioeconomiche nonché d'insolenza verso i Cittadini di Venezia, in particolar modo verso coloro che si interrogano sui fenomeni idraulici che interessano la loro città.

Noi del Comitato di Salute Pubblica siamo fra questi, e dal momento che l'intemerato mallevadore del MOSE “non teme confronti”, vorremmo che dimostrasse il coraggio delle proprie affermazioni e ne rispondesse a chi, come noi, si è sentito insultato dalle sue parole.


Gran parte degli “argomenti” trattati nell'intervista non ci riguardano, collegati come sono alla demagogia delle “acque alte” con la quale i partiti da decenni dividono il popolo e ingannano gli stranieri, continuando l'ignobile opera del signor Montanelli che astutamente seppe affossare il “Fronte per la Salvaguardia di Venezia e della Laguna”, nato spontaneamente tra il 1966 e il 1968, nella Legge speciale 171 del 1973 ( poteva del resto un monarchico dichiarato come Montanelli voler salvaguardare il più luminoso e duraturo esempio di Repubblica della Storia?).


Vorremmo tuttavia che il luminare idraulico Rinaldo ci elargisse dalla sua sapienza alcune spiegazioni sui fenomeni che noi abitanti, semplici osservatori illetterati a suo dire, siamo costretti a rilevare quotidianamente con crescente preoccupazione (si sa, gli ignoranti si preoccupano subito per un nonnulla).

Ci rassicuri, Rinaldo, ci dica che l'acqua che corre non scava, convinca i gondolieri che andare contro corrente in rio di Noale non è affatto più faticoso di ieri, che i vortici e i funghi d'acqua che si formano in rio dei Mendicanti o in quello di San Marcuola sono solo effetto allucinatorio delle troppe ombre che bevono tra una vogatina e l'altra.

Ci dimostri che le crepe e i crolli continui sono solo il parto delle nostre menti alcoolizzate.


Confuti il Rinaldo, dall'alto della sua "Idraulica letterata" i documenti che pubblichiamo nella "Relazione sui Flussi di Marea a Venezia 2009" e nel Documentario del 2010.

Abbia Rinaldo il coraggio, che manca al giornale che gli pubblica l'intervista, di affrontare il problema della rotazione di 90º subita dalla direzione delle correnti in Centro Storico.

Si dimostri davvero intemerato come lo descrive l'intervistatore, col venire a sostenere le sue affermazioni qui, dove ci sarà possibile confrontarci e rispondere.


Altrimenti potremmo essere indotti a pensare che l'ingegnere Rinaldo non sia poi così intemerato, e che la sua passione per il MOSE non sia una esplicazione della sua passione idraulica per Venezia, ma di qualche altra meno scientifica.

Più che di acque, nei fatti questa intervista sembra occuparsi di fumo, o meglio di fare fumo per nascondere il dissesto idrogeologico che le amministrazioni barbare hanno indotto nella macchina idraulica Veneziana, con la connivenza e la complicità di generazioni di “luminari” più prepagati che preparati.

Il signor Rinaldo sarà in campo tra questi? Il sospetto ci coglie di fronte all'unica affermazione pertinente l'idraulica che abbiamo potuto leggere nella sua intervista, la quale quanto meno ce lo mostra come persona che, nell'esemplificare la sua materia, commette sviste madornali.

Non sono un ingegnere idraulico, ma ai miei tempi persino alle scuole medie un pochina di fisica la si digeriva, e ancora ricordo lo stupore con cui appresi che tra l'onda nell'acqua e la ola dello stadio la differenza è pochina.

Entrambe sono onde trasversali caratterizzate da un movimento sostanzialmente verticale sur-place. Per questo di un'onda si dice che si “propaga” non che si “muove”. Un oggetto in balia delle onde, infatti, sale e scende ma non si sposta orizzontalmente se non sia spinto da vento o corrente.


Ecco invece come ci presenta l'onda (quella tipica del sasso nello stagno, non quella frangente o quella lunga di marea che a noi interesserebbe assai di più, dato che nessun ciclope lancia massi dal Monte Cavallo alla Laguna) il luminare:

Tutti capiscono la differenza tra buttare un sasso in uno stagno (si formano onde) e la "ola" di persone di uno stadio, dove invece c’è l’impressione che qualcosa si muova a onda invece stanno tutti sul posto, Si alzano solo con un preciso tempo: si capisce l’idraulica capendo queste differenze”.


Poiché tra l'onda del sasso nello stagno e la ola allo stadio vi è ben più analogia che differenza, e poiché sarebbe lecito aspettarsi da tanto scienziato la proprietà di linguaggio che chiede il verbo “propagare” dove lui usa invece “muovere”, ci sentiamo in dovere di dubitare dell'attenzione non solo idraulica, ma anche letteraria posta in questa intervista dall'ing.Rinaldo. Quest'ultima particolarmente sconcertante in chi, poco più sotto, riafferma proprio il primato della Letteratura sull'osservazione:

La letteratura ha chiarito che l’unico sistema efficace contro le acque alte è il Mose. Ma molti continua (sic) a proporre propri (sic) personali soluzioni”.


Un'unica riflessione sul fenomeno acqua alta, che per il Rinaldo sarebbe la negatrice di un futuro per Venezia:

Capisco i disagio di chi ha spesso l’acqua in negozio. La ragione per cui si è detto che in questa città non c’è futuro è che va sotto acqua troppo spesso”.


Rammenti il Rinaldo che l'acqua alta ha garantito il presente e il futuro salubre di questa città per oltre mille anni, e che l'unica ombra che oggi mortalmente ne minaccia il futuro è quella dei partiti e dei loro servi.


L'intervista a Rinaldo è pubblicata su:


http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=1278414&Data=20110102&CodSigla=VE


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Inviato da: Umberto Sartori



Inviato il 10-01-2011 05:31
Inviato da: elb@so



Inviato il 21-01-2011 06:54
Inviato da: elb@so

Chiedo scusa ... ing. Rinaldo non Rinaldi ...

Inviato il 21-01-2011 06:55
Inviato da: Umberto Sartori



Inviato il 21-01-2011 12:31
 


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