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PONTE DI CALATRAVA - Alcune interessanti novità dal cantiere...
di Pietro Bortoluzzi - inviato il 23/11/2003 (letto 1802 volte - 0 commenti)

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È stata finalmente resa nota dagli uffici la risposta all’interrogazione, proposta da An, e poi votata a stragrande maggioranza dal CdQ2 ex art.31, sulla situazione dei lavori per il Ponte di Calatrava. E non son mancate le sorprese (e le inquietudini). L’assessore Corsini, infatti, rispondendo ordinatamente alle varie richieste dell’interrogazione, ha lasciato aperti ampi motivi di dubbio e di timore, che vorrei sottolineare.Cominciando con il tanto strombazzato ed annunciato alla stampa nuovo ascensore inclinato, che avrebbe dovuto dar risposta alle richieste delle associazioni di disabili, fra l’altro formulate in un anno come il 2003 dedicato proprio ai disabili. Ebbene, al di là degli annunci, siamo invece ancora in alto mare; infatti l’assessore Corsini scrive: “è in corso di formalizzazione l’incarico all’arch. Santiago Calatrava per la progettazione del nuovo ascensore inclinato. Tale progetto dovrà essere sottoposto agli Organi competenti (Commissione di Salvaguardia per Venezia) per l’approvazione; in seguito la Giunta comunale dovrà approvare il progetto”. Il tutto tradotto significa che l’ascensore ancora non c’è, mentre il Ponte è in avanzata fase di costruzione.Decisamente preoccupanti poi sono le affermazioni rilasciate circa le fondazioni (per la sospetta modifica delle quali e per il rischio di recare pregiudizio alla statica delle rive del Canal Grande e delle costruzioni vicine io mi ero già permesso di inviare un inascoltato esposto preventivo alla Salvaguardia in data 24.2.2003). L’assessore infatti afferma – a mio avviso in modo non condivisibile – come: “Il progetto originario approvato prevede la costruzione nel terreno di due strutture di fondazione realizzate mediante diaframmi (uno per ogni lato del Canal Grande) per ancorare al terreno le spalle di appoggio della struttura in acciaio del ponte. Tali diaframmi penetrano nel terreno per circa 24 metri e sono realizzati in cemento armato. Non sono stati realizzati interventi non previsti dall’originario progetto approvato. I lavori in variante relativi ai predetti diaframmi consistono in una modifica della geometria del perimetro della struttura delle due fondazioni da realizzare nel sottosuolo che erano progettate a forma di U (aperti su un lato) e che è stata invece realizzata a forma rettangolare (chiusa su tutti i lati). Tale intervento non necessita di alcun nuovo parere da parte della Commissione di Salvaguardia”. Ebbene io continuo a ritenere che invece una modifica che cambia le fondazioni da U a rettangolo comporti un aumento non da poco del cemento armato a –24 metri, sulle rive vincolate del Canal Grande, e perciò avrebbe dovuto essere oggetto di controllo e di nuovo parere da parte della Salvaguardia (che deve comunque per legge esser consultata in caso di opere che possano recar pregiudizio alla statica!). Inoltre manca anche il dato circa la quantità utilizzata e circa la velocità di immissione nelle fondazioni di cemento armato: si sono viste per giorni betoniere riversare colate di cemento nel sottosuolo delle rive del Canal Grande, e chi fosse dotato di un minimo di memoria storica, rileggendo le documentazioni relative alla costruzione del vicino ponte degli Scalzi, forse avrebbe posto maggior attenzione a quello che non si può non considerare un rischio statico.Veniamo infine alle spese ed ai tempi prorogati di costruzione, dalle quali e dai quali ovviamente debbono essere aggiunte e aggiunti in seguito quelle e quelli per il nuovo ascensore ancora da progettare. Viene infatti annunciata una maggior spesa di euro 647.171,79 (oneri fiscali esclusi), cui si somma una proroga di 180 giorni “per le maggiori opere da eseguire” (legate soprattutto alla statica [ndr]) “e per i rallentamenti causati dai rinvenimenti archeologici”. Inoltre si cerca di gettar acqua sul fuoco per quel che riguarda i costi del nuovo ascensore inclinato (ma i conti, come sempre, si potranno avere solo alla fine, quando saranno addizionati anche dagli oneri fiscali, dalle spese accessorie, da quelle di rappresentanza, e – ahimè, sperando che non sia necessario – da eventuali rifusioni di danni alle proprietà altrui). L’assessore Corsini, infatti, fiducioso, allegando alla risposta un completo quadro economico comparativo, che prevede senza oneri fiscali una spesa complessiva di 6.720.237,27 euro, scrive: “Il costo complessivo dell’intervento non è variato rispetto ai finanziamenti approvati, in quanto alle maggiori spese per la predetta prima perizia suppletiva si è fatto fronte con il ribasso d’asta offerto dall’Impresa in sede di aggiudicazione dell’appalto, pari al 14,48% corrispondente a euro 656.355,93. (…) I fondi accantonati nel quadro economico approvato per la fornitura e l’opera di un servoscala serviranno ora, in parte, per la costruzione dell’ascensore inclinato senza alcun aumento della somma stanziata per la copertura della spesa complessiva. Tuttavia una precisa quantificazione dei costi del nuovo progetto dell’ascensore inclinato si potranno definire a conclusione del progetto medesimo”.Per quel che riguarda poi i costi di manutenzione, rimanendo non prevedibili quelli del nuovo ascensore inclinato (“si dovrà attendere la definizione del progetto prima di poterli preventivare”), l’assessore Corsini afferma che “secondo le ipotesi considerate il costo complessivo dovrebbe essere di circa 5.000 euro all’anno”.Inutile infine sottolineare, notando queste cifre e pensando alla reale utilità dell’opera, oltre che al suo impatto (non solo sulle rive del Canal Grande, ma anche sulla realtà socioeconomica di larga parte della città storica), quanto ipocrita e strumentale risulti – echeggiato da più parti della Giunta Comunale – il pianto circa il (a mio avviso comunque sbagliato e comunque penalizzante per Venezia) consistente taglio di fondi di legge speciale da parte del Governo nazionale: infatti se i danari di legge speciale si sperperano per opere come il Ponte di Calatrava, non è da escludere che a Roma qualcuno si domandi: perché continuare a stanziarli???

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