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QUANDO I GIOVANI PREFERIVANO LE ``SCONTE`` -  
di ENZO PEDROCCO - inviato il 22/06/2004 (letto 1863 volte - 0 commenti)

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QUANDO I GIOVANI PREFERIVANO LE ``SCONTE`` -  
QUANDO I GIOVANI PREFERIVANOL’INTIMITA’ DELLE “SCONTE” C’era già stato il Sessantotto con la sua “ventata liberatoria”,ma,contrariamente a ciò che si è soliti pensare, aveva riguardato per lo più gli studenti e pochi altri giovani disoccupati e politicizzati : i “figli di papà”, gli “scansafatiche” , gli ” scapestrati” ,i “capelloni”,etc. come allora usava definirli tout court. Mentre per la stragrande maggioranza dei giovani veneziani le cose erano rimaste tali e quali come prima.E,come prima,essi dovevano fare i conti con una famiglia e una società oltremodo autoritarie e repressive e subirne naturalmente,volenti o nolenti,i condizionamenti e le regole,che non erano affatto cosa dappoco: i divieti,le censure,le minacce e,in taluni casi,fin’anche le punizioni non si contavano ed erano stabilmente,sia per i ragazzi che per le ragazze, all’ordine del giorno.Tutto ciò suonerà familiare a più di qualche lettore o lettrice della mia generazione e richiamerà sicuramente loro alla mente,oltre che la propria giovinezza,il martellamento quotidiano a cui venivamo sottoposti allora non solo in casa,da parte dei nostri genitori,ma talora anche per strada o in pubblico da parte di illustri sconosciuti che,sia pure per un nonnulla al di fuori delle righe, non si peritavano di redarguirci e di sindacare il nostro comportamento,forti del rispetto che era loro dovuto quali persone “più grandi”,nonchè di una morale pressochè generalizzata e che non dava adito,si può dire, a dubbi di sorta.Per le giovani coppie desiderose di scambiarsi qualche intima effusione che non fosse il solito casto bacino da innamorati a malapena tollerato in pubblico,a Venezia,in quegli ultimi anni Sessanta,la situazione non era perciò delle più allegre ed era ancora ad anni e anni luce,senza tema di esagerare,dalla situazione di cui godono,invece, le giovani coppie di oggi.Fortunatamente c’erano quelle che ancora oggi,a Venezia,vengono denominate le “sconte”:cioè le callette morte,quelle calli che non portano da nessuna parte e che,proprio per questo,sono poco frequentate;oppure certi luoghi periferici,o comunque defilati rispetto alle zone della città maggiormente frequentate,come le Zattere,la Punta della Dogana,le Fondamenta Nuove,la pineta di Sant’Elena etc. dove soprattutto d’inverno,dopo che era calata la sera,difficilmente capitava d’incontrare anima viva.E le giovani coppie di allora erano solite approfittare di tutto ciò per concedersi quell’intimità e quella riservatezza che, ancorché fossero imposte,a rigore, dal costume e dalla morale prevalenti in quegli anni,erano tuttavia,nel contempo, anche un’esigenza che esse stesse ricercavano volontariamente:il pudore dei propri fatti più intimi era infatti ancora almeno uno zinzino più vivo,per così dire, di quanto non accada oggigiorno,nonchè scevro da esibizionismi di sorta: trasmissioni quali quelle di Alda D’Eusanio o di Maria De Filippi,in cui molti giovani sono soliti mettersi a nudo sviscerando i propri fatti personali,compresi quelli più intimi, erano ancora di là da venire e ,con ogni probabilità, non avrebbero avuto il successo che invece hanno oggi. ENZO PEDROCCO

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