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FUMO/EQUIVOCI&BUGIE(3) -  
di ENZO PEDROCCO - inviato il 15/04/2005 (letto 1628 volte - 0 commenti)

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FUMO/EQUIVOCI&BUGIE(3)La prima sezione civile della corte di appello di Roma ha condannato giorni addietro l’Eti( l'Ente tabacchi italiani successore dei Monopoli di Stato ed ora denominato, dopo la privatizzazione, British - American Tobacco Italia) a versare duecentomila euro ai familiari di un accanito fumatore, morto nel 1991, per le omissioni legate alla mancata informazione ai consumatori dei pericoli derivanti dal fumo. A somiglianza di quanto accade da anni negli Stati Uniti, anche in Italia è stata emessa una sentenza che punisce un produttore di sigarette per la morte di un fumatore. Ed è superfluo aggiungere,essendo la prima volta che ciò accade, che si tratta di una decisione storica per la nostra giurisprudenza. Storicità a parte,tale sentenza,che avrà di certo fatto gongolare di soddisfazione l’esercito dei crociati anti-fumo,per quanto mi riguarda ha invece accresciuto e rafforzato in me – unitamente alla recente e ben nota sentenza Forleo - le perplessità e i dubbi relativamente al modo di amministrare la giustizia,invero assai discutibile, di certa nostra magistratura.La quale nella fattispecie,anziché fornirci quel ''surplus'' di lumi che legittimamente ci si attende da chi è preposto a giudicare al di sopra delle parti e con cognizione di causa,non ha trovato di meglio che adeguarsi in tutto e per tutto al misero andazzo sociale del momento,che è solito assolvere ogni manifestazione di abulìa individuale e proiettarne le responsabilità sulla perversità scontata,di volta in volta, della famiglia,della società,del governo,delle multinazionali…eccetera. Mentre l’occasione poteva egregiamente prestarsi,a mio avviso,per richiamare una buona volta l’attenzione sul fatto che,nonostante le omissioni e i condizionamenti da parte di chicchessia in cui possiamo imbatterci,alla fin fine i responsabili delle nostre azioni rimaniamo noi e soltanto noi.E che,poichè l’uso smodato e pericoloso del tabacco non ce lo impone nessuno,bensì dipende solo e unicamente dalla volontà di ciascuno di noi,sarebbe ora e tempo che una qualche responsabilità nelle proprie disgrazie,nella malaugurata ipotesi che ci accadessero, imparassimo ad attribuircela e ad assumercela.ENZO PEDROCCO

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