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Il Molo di San Marco
di Umberto Sartori - inviato il 05/11/2005 (letto 2555 volte - 0 commenti)

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Il Molo di San Marco
Se le Zattere piangono, il Molo di San Marco non ride.

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Mentre gli assassini di Venezia si affannano a seppellire il salotto buono d'Europa con la copertura di pseudo scienziati, sotto l'occhio imporcinito dei comitati internazionali, il sorriso ormai sdentato del Molo di San Marco sputa l'oscena verità in faccia ai figli indegni della Serenissima.

Nel servizio fotografico, le frecce rosse indicano le corrosioni da solfatazione, mentre le nere mostrano le stuccature che i sedicenti restauratori mettono in opera per nascondere i gravissimi danni.

La seconda foto, in particolare, mostra lo sfacelo che il semplice urto di una pilotina ha causato alla balaustra. La gravità del danno proviene dal fatto che la barca non ha urtato dei manufatti in marmo, ma la loro degradazione in gesso. Questa foto rivela anche l’incuria per il decoro e l’igiene del molo stesso: dietro la transennatura da mesi si accumulano immondizie che nessuno si cura di rimuovere.

Terza e quarta foto mostrano, oltre all’aggressività dello zolfo, l’inutilità di stuccature in cemento effettuate un paio d’anni or sono.

Nella quinta, un pilastro della facciata dell’Accademia dei Pittori (ora sede di uffici della Capitaneria di Porto). Evidente il tentativo di nascondere con malta bianca la lebbra sulfurea.

Queste stuccature sono estremamente pericolose, in quanto occultano danni che sono spesso strutturali. Fin d’ora noi chiediamo che gli esecutori di simili interventi siano considerati penalmente e civilmente responsabili in caso di crollo degli edifici, in solido con i committenti e i responsabili di cantiere.

Abbiamo già fornito, su Venezia ObServer e sul sito ourvenice.com, ampie prove che il fenomeno di corrosione solforica, in apparenza superficiale, penetra in realtà profondamente le pietre lungo le vene calcitiche, costituendo evidente e serio pericolo per la statica degli edifici. Di questo abbiamo informato le autorità raggiungibili e preposte con esposti esaurientemente documentati.
Abbiamo svolto e svolgiamo, presso la cittadinanza e l’utenza Internet, opera di sensibilizzazione e informazione anche a mezzo stampa, televisione e interventi sul territorio.
Qualora quindi, i prevedibili crolli futuri venissero a causare danni anche alle persone, ai coinvolti in queste farse di restauro dovrà essere imputata anche la premeditazione nel reato di strage.

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