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Pietre di Venezia ..:Torna indietro:..
Risposta a "venexiano" su Calatrava
di Umberto Sartori - inviato il 13/02/2006 (letto 2743 volte - 11 commenti)

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Risposta a "venexiano" su Calatrava
Rispondo al commento di una persona a firma “venexiano” lasciato in calce al mio articolo: “Eppur si Muove”, anche perché mi stimola a meglio precisare e dettagliare l’osservazione del manufatto.

Allora, caro sedicente "venexiano": la tua ironica allocuzione sul mio "saper tutto" è ovviamente assai lontana dal vero, ma assai più lo è l'intento denigratorio che vi sottendi.
Si da il caso infatti che la vita io la abbia spesa a esercitare la mia capacità di apprendere, conseguendo, oltre alla maestria in alcune arti, un atteggiamento interdisciplinare che mi consente la comunicazione e l'integrazione con pressoché tutte le arti umane.

Ma non è certo necessario un tale impegno per valutare lo stato dei manufatti su cui vertono questi articoli.
Il tuo commento in ObServer, assai più delle sconnesse bugie di Scibilia sul Gazzettino, mi ha convinto che anche la documentazione da me pubblicata era carente. Come puoi vedere, ho adesso integrato le foto dei particolari con una panoramica della zona che consente di localizzare precisamente ogni singolo scatto.
Il dissesto è conclamato a circa una decina di metri dal moncone del ponte, e interessa anche blocchi di nuova posa. Sono stati invece riacconciati nelle loro nuove sedi i blocchi strettamente inclusi nel recinto del cantiere, e questo è denunciato dalle vistose stuccature.

Quanto alla presenza di strumenti di rilevazione come i clinometri, l'evidenza dell'osservazione mi costringe a dubitare della competenza e della bona fide di chi amministra i dati risultanti.
Dalle tue affermazioni, e da quelle dello Scibilia, si evince che, a vostro modo di vedere, se un cedimento è in atto su quel lavoro, esso dovrebbe limitarsi all'area immediatamente circostante.
Simile ipotesi solo denuncia la vostra totale insensibilità alle caratteristiche del suolo veneziano, fatto di mote poggiate su caranti lenticolari.
Ogni dosso emerso o ogni isola si comporta e deve essere considerato come un unicum elastico: solo una mente del tutto aliena da venezianità può pensare che un movimento su una riva si estingua nel raggio di pochi metri. In realtà tutto l'isolotto ne risente.
Per questo i nostri padri e i loro bisbisavoli qui hanno sempre costruito praticamente su zattere di legno, in grado cioé di interagire positivamente con la mota grazie alla spinta di galleggiamento.

La fondazione non può e non deve esercitare una spinta verso il basso ma al contrario ricevere dal fango una potente spinta verso l’alto. La fondazione palafitticola veneziana somiglia alle radici dell’albero, consolida il terreno mentre da lui si fa sostenere.

Le demenziali casse di betonata installate dai progettisti del Calatrava, delle Zattere, del “restauro” al liceo Marco Polo, invece, sono elementi attivi nello smottamento dei fanghi, non consolidano e premono ineluttabilmente e incessantemente, alimentate da una massa gravitazionale più pesante di quella del fango.

E il fango comincia a cedere attivando le sue lente dinamiche da vasi comunicanti. Tutto l’isolotto la cui riva cede, lentamente ed elasticamente la segue. Così sono aperte a ventaglio le pietre sulla sponda lato Ferrovia dell’ormai fantastico ponte di Calatrava.

A rigore, un tale movimento non è nemmeno rilevabile da clinometri ma deve essere monitorato a traguardi fissi, come nel caso delle sponde delle dighe, per intenderci. Per lungo tempo l’isolotto di cemento può semplicemente scivolare di quota senza variare sensibilmente inclinazione.

Questo non è vero per tutti i manufatti, in particolare non lo è rispetto a quelli delle Zattere (vedi relazione specifica), dove l'inclinazione dell'argine avviene a vista d’occhio. Si tratta in quel caso di una lama in betonata, la cui base è sottoposta a una costante e forte erosione.

Ma è assai probabile che sia invece il caso delle fondazioni del Calatrava, dove a quel che ho potuto vedere si è gettato cemento nel sottosuolo pressoché alla cieca, creando una sorta di isolotto ipogeo che con tutta evidenza ha iniziato a scivolare pur rimanendo piatto alla bolla (sempre che ciò sia vero, e non vengano alterati i valori dei clinometri come si fa con i valori di emissione sulfurea delle navi...).

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Commenti a questo articolo
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Inviato da: venexiano

Egregio Sig. Sartory, sarà vero quello che dice Lei ma anche quello che dico io, guardare la foto.

La sua campagna di sensibilizzazione è onorevole, ma per salvare il patrimonio bisogna agire anche nelle piccole cose, tipo l’educazione ed il rispetto delle regole, io sono sicuro che l’attracco di quella barca non è ammesso come sono altrettanto sicuro che quel tipo di attracco è dannoso per le rive.

Quello che ho fotografato è sotto gli occhi di tutti ecco perché non ero convinto del suo intervento.

F.

Inviato il 20-02-2006 10:41
Inviato da: elbaso

E' quello che ci siamo prefissati affinchè il popolo veneziano
ritorni ad avere coscienza del bene comune e che lo protegga a costo della stessa sua vita perchè, se un giorno
che potrebbe essere molto ma molto vicino, la città crollasse cosa ci resterebbe ?
Venezia ci da da mangiare a tutti è nostra madre e ci nutre , ma noi dobbiamo rispettarla e curarla come faremo
con la nostra di madre .... Venezia oramai è moribonda perchè noi suoi figli abbiamo lasciato che la si uccidesse .
Prima che sia troppo tardi , svegliatevi dalle nebbie
che i politici vi inculcano nel cervello , curiamo nostra madre perchè possiamo ancora salvarla e farla tornare splendida
com'era uan volta .... e dosando con le giuste proporzioni
turismo e vita quotidiana ci si possa guadagnare tutti
forse piu di adesso .....
Vedo tanti contatti e questo fa piacere perchè molti occhi
si stanno aprendo e molte coscienze si stanno svegliando
ma se volete che Venezia sopravviva firmate la nostra petizione per attuare il salvataggio in extremis della città
basta una firma .....

elbaso

Inviato il 22-02-2006 08:44
Inviato da: Umberto Sartory (venetian@ombra.net)

Caro venexiano, bisogna osservare sempre attentamente. La barca fotografata non è, per esempio, affatto attraccata. Se osservi la sua prora, e la unisci alla scia a poppa e alla posizione di guida del pilota, vedrai che la patana è in corsa, e non attraccata.

Possibile che in quell'area attracchino anche barche, anche se mi sembra che queste preferiscano ancora adesso attraccare dopo la volta di Canal, di fronte ai Magazzini Parisi. Anche perché attraccare proprio in volta non verrebbe in mente a nessun veneziano con un briciolo di buon senso. A nessuno piace scaricare una barca dove questa è più esposta alla corrente e al moto ondoso.

Inoltre, per produrre i dissesti documentati dalle foto, i barcajoli avrebbero dovuto dar di piglio a pesanti mazze e conficcare ben robusti cunei fra i blocchi. Niente come il "ciodo a peso" che talvolta, in effetti, barcaroli maldestri usavano conficcato fra i masegni per legarsi, potrebbe produrre i danni che vediamo fotografati. Solo un movimento del terreno, già molto gravato dalla mole dell'edificio delle Poste.

Inviato il 22-02-2006 12:57
Sito web: http://ourvenice.org
Inviato da: venexiano (il_venexiano@yahoo.it)

ma quando ti mettono in gallera ? evasore fiscale !!!

in gallera tu e quelli che come te predicano bene e razzolano male.

Inviato il 05-03-2006 11:44
Inviato da: Robertpessimo

E questo chi è?

Inviato il 05-03-2006 16:52
Inviato da: Umberto Sartory (venetian@ombra.net)

A dir da quel che scrive, e da come, direi che si tratta di un illetterato con una decisa propensione alla calunnia e alla viltà.
Invito formalmente "venexiano" a comunicarmi il suo nome e cognome anagrafici, sì che mi sia possibile sporgere denuncia per diffamazione nei suoi confronti.

Inviato il 06-03-2006 06:13
Sito web: http://ourvenice.org
Inviato da: Umberto Sartory (venetian@ombra.net)

Come era prevedibile l'indirizzo del cosiddetto venexiano è un indirizzo falso, come le sue calunnie.

il_venexiano@yahoo.it
SMTP error from remote mail server after end of data:
host mx2.mail.yahoo.com [4.79.181.135]: 554 delivery error:
dd This user doesn't have a yahoo.it account (il_venexiano@yahoo.it) [-5] - mta337.mail.mud.yahoo.com

Allora la lettera la pubblico qui, tanto non è che contassi su Yahoo, per arrivare a identificarlo :-)

Lettera a "venexiano":
************************************
Le comunico che sto avviando procedure per giungere alla sua identificazione
al fine di chiedere incriminazione per calunnia e costituirmi parte civile
nei suoi confronti per il danno che le sue false affermazioni pubblicate in
Venezia ObServer arrecano a me e al Comitato di Salute Pubblica a Venezia
che presiedo.
Sono disposto a desistere da questa azione qualora lei si affretti a
pubblicare un nuovo commento in cui si chieda perdono per l'insulto
infondato e solo dettato da un momento di rabbia personale e perdita di "faccia" e di senno per essere lei stato
colto in flagrante stato di superficialità saccente.

Le consiglio di riflettere, perché, grazie a Internet, potrei non essere molto
lontano dall'ottenere i dati personali indispensabili alla denuncia, e se
lei ha usato quell'argomento calunnioso, potrebbe essere o essersi reso
complice di una subdola e falsa campagna diffamatoria già in atto a mezzo
stampa.

Solitamente non mi curo dei vari Fogliacci, e poi loro sono più furbi di
lei, lanciano sassi infami ma hanno il braccio ben nascosto dietro le loro
stesse falsificazioni.
Lei mi diventa invece, oltre che offensore, anche testimone
di un anello di congiunzione esistente tra quell'U.S. pubblicato da
Gazzettino Nuova etc. e l'Umberto Sartory del Comitato di Salute Pubblica.

U.S. mi somiglia molto personalmente, ma troppo poco fiscalmente, perché sia provabile che i giornali volessero davvero infangare la mia figura. Ma
il suo commentino mi offre nuove possibilità di collegamento.
Allora lei ritiene davvero che gli articoli sull'"artista evasore U.S." fossero riferiti
alla mia persona? Sia gentile da dirmi in base a quali informazioni lei
ricava questa certezza.

Umberto Sartory

Inviato il 06-03-2006 08:57
Sito web: http://ourvenice.org
Inviato da: Marco (info@giovaniveneziani.com)

in effetti i giornali sono proprio dei gran beca morti....

in questo caso è vero che U.S. sembra corrispondente alla tua persona, Umberto, per delle somiglianze vistose....
in una paese come l'Italia dove un reato fiscale viene spesso percepito e anche sanzioneto più gravemente di altri ben peggiori crimini, una tale situazione non è certo positiva e va ad influire in altri aspetti che invece non dovrebbero affatto centrare ma invece vengono investiti dal feticismo dello chiacchiericcio moralista.

Inviato il 06-03-2006 10:37
Inviato da: venexiano

Egregio Signore, vorrei fugare ogni e qualsiasi dubbio circa la risposta a nome "venexiano" dove una persona usa ignobilmente un nome per OFFENDERE tanto IGNOBILMENTE la Sua Persona.
Il nome venexiano da me usato, ha risposto solamente due volte in data passata, magari il primo con toni aspri ma sicuramente con nessun intento diffamatorio.
Da oggi ritengo CHISO il rapporto reciproco di scambio d'opinioni più o meno tecniche, per evitare ulteriori strumentalizzazioni della Sua persona e del nome di venexiano.
Approfitto per dire quello che Le avrei scritto rispondendo alla sua ultima e più precisamente dicendo che: il mio commento inerente la barca non era riferito alla sua foto, tanto che io scrissi: "Quello che HO FOTOGRAFATO è sotto gli occhi di tutti.........", ma alle barche che quasi giornalmente attraccano su quella riva e che possono avere contribuito al suo dissesto.

Distinti saluti

F.

Inviato il 06-03-2006 17:23
Inviato da: Umberto Sartory (venetian@ombra.net)

Prendo questa sua con beneficio di inventario, perché lei continua a celare il suo nome e io sono molto diffidente verso le persone che non appongano firma alle loro azioni e opinioni.

Non mi fraintenda, la Letteratura riconosce il diritto all'anonimato o allo pseudonimo e così fa Venezia ObServer.
Sono io personalmente, che non riesco a provare stima e fiducia per chi lo pratica.

Da questa sua "riservatezza" sono indotto a pensare che lei potrebbe semplicemente cominciare a temere che io possa rintracciarla per via di una certa passione per l'acquisto di pubblicazioni su Venezia in lingua tedesca tramite ebay, come oggi ho fatto in modo di segnalare al suo "omonimo"...

Beh, le mie indagini continuano, devo adesso spulciare un pochi di log sul server per rintracciare l'indirizzo IP da cui è stato postato il messaggio calunnioso e rivelatore... Se "venexiano" non è un hacker provetto, qualche probabilità di annusare la sua traccia fino alla carta d'identità forse ce la abbiamo...

Ma guarda, Venezia ObServer comincia anche a pubblicare giallistica... :-)

Inviato il 07-03-2006 01:23
Sito web: http://ourvenice.org
Inviato da: Umberto Sartory (venetian@ombra.net)

Ed ecco i nostri "venexiani" in forma numerica

82.54.243.144 è il calunniatore (msg inviato il 05-03-2006 12:44);

87.8.240.173 quello disattento (msg Inviato il 06-03-2006 18:23)

La differenza di numero non prova che si tratti di persone diverse, poiché Telecom, cui appartengono entrambi i numeri, assegna dinamicamente gli IP ai propri utenti.

Adesso devo passare la mano al giudice e alla Polizia Postale, perché Telecom ci illumini sui dati anagrafici collegati a quei due numeri in quelle date.

Al venexiano disattento voglio comunque far presente che se scrive:
"Quello che HO FOTOGRAFATO è sotto gli occhi di tutti",
ma dimentica di dirci come fare per vederlo, viene spontaneo pensare a un refuso di battitura (una "O" al posto di una "A" possono capitare a tutti), visto che nella pagina è comunque presente una foto.
Invece mi conferma che non si trattava di un refuso ma di un vero errore di costrutto sintattico Al suo discorso mancano infatti al contempo il soggetto (anonimo) e il complemento oggetto (la foto di cui parla).
Contento lei... :-)

Inviato il 07-03-2006 11:28
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