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La Nuova Peste Veneziana all’Alba del III Millennio
di pietro alvise gaggio - inviato il 24/05/2006 (letto 2691 volte - 6 commenti)

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La Nuova Peste Veneziana all’Alba del III Millennio
La drammatica situazione demografica ci indica una cosa sola: Venezia sta morendo, viva il turismo. Grido con rabbia a tutti i Cittadini Veneziani: la metastasi del cancro prodotto dall’economia speculativa, alimentata soprattutto dalle attività prodotte dal turismo e studenti universitari sta uccidendo la nostra Città millenaria! E’ ormai assodato che l’annientamento, anche del ceto medio di questa Città, è in corso d’opera e sta raggiungendo la soglia oltre la quale la metamorfosi trasformerà la Venezia dei nostri padri, in un unico gigantesco albergo, fatto di seconde case per non residenti; alloggi in affitto a costi stratosferici per turisti e studenti (rigorosamente in nero), contornati da una pletora d’attività abusive mentre quelle di servizio ai veneziani sono fagocitate quotidianamente dall’economia turistica che può contare su margini di guadagno nettamente superiori allo standard commerciale e in buona parte sostenuti anche dalla notevole evasione fiscale (permessa al settore). Sono quattro, i fattori speculativi che caratterizzano l’attuale peste veneziana all’alba del terzo millennio:

I° FATTORE - COSTO DEL MATTONE, Il più grave ed importante, è costituito nella massiccia e costante richiesta di immobili al mercato, sovradimensionata da fattori speculativi derivanti dall’ottimo reddito (nero in maggior parte) prodotto dagli affitti temporanei, partoriti dalla fantasiosa economia turistica ricettiva (affittacamere, bed & breakfast, piccole pensioni, dependance alberghiere, ma anche quella che si è aggiunta in questi ultimi anni, costituita dalle seconde case che, per la stragrande maggioranza altro non sono che un altro prodotto del mercato speculativo (si affitta, per la maggior parte in nero e per brevissimi periodi a turisti). Il mercato è gestito da solerti società d’intermediazione specializzate (con ottimo tornaconto, e sempre in nero) che forniscono assistenza al locatore-investitore, erogando una serie di servizi “chiavi in mano” (accompagnamento dell’ospite-turista in appartamento, consegna delle chiavi, pulizie dei locali, cambio biancheria, organizzando la piccola manutenzione ecc.). Altro mercato analogo è quello costituito dalle richieste abitative di parte dei circa trentamila studenti universitari presenti in Città e residenti “temporanei”. Purtroppo chi ha voluto tale presenza in Città (allora dissero per svecchiarla), non ha preventivato le ovvie richieste residenziali, scaricando la domanda inevitabilmente sul mercato privato. Il risultato è stato nuovo incremento del costo immobiliare e conseguente espulsione del “vero” residente. Tutto questo è stato permesso ed avvallato, non nelle parole ma nei fatti, dai vari politici di turno. A scuola ci hanno insegnato: una cosa più è richiesta dal mercato, (tra l’altro ad alto risparmio fiscale...........), più il valore della cosa aumenterà......... (nel nostro caso in esame il “mattone”).

II° FATTORE - MANCATA ESPANSIONE RESIDENZIALE, la totale mancanza di progetti nella cornice di una strategia complessiva per un rilancio dell’espansione natale (politiche di sostegno alle giovani coppie) e residenziale (ottima cosa il non decidere o non voler decidere mai nulla .......... non si sbaglia mai!).

III° FATTORE - TRASPORTI PUBBLICI, la totale inadeguatezza degli attuali sistemi di mobilità (di fatto ancora ottocenteschi), hanno e stanno creando emarginazione ed insofferenza, in particolare, nel mondo giovanile per non parlare del moto ondoso prodotto. E’ di tutta evidenza l’interazione tra possibile espansione residenziale e sistemi di collegamento rapidi, che allo stato attuale ci sarebbero, ma l’inerzia pubblica, qui, è di casa. Tutto questo ha determinato, determina e produrrà speculazione edilizia.

IV° FATTORE - TURISMO INVASIVO, lo stato di malessere ed oppressione percepiti dal residente nei confronti delle orde turistiche che, di fatto, rendono invivibile la Città. Non ne parliamo poi delle centinaia di venditori abusivi, falsi invalidi mendicanti, strimpellatori, figuranti, scatolettisti ecc. tutti mostri importati dal Dio Turismo e che ingombrano, con la loro presenza il già precario spazio stradale, ulteriormente ristretto dalle politiche espansionistiche (anche queste, guarda caso, generate dall’economia turistica), dei plateatici concessi alle attività ricettive e sempre più invasivi, anche sotto il profilo dell’inquinamento acustico.
Possibili azioni di contrasto ci sono, manca la volontà politica sequestrata dalle lobby economiche del pianeta turismo, le quali ormai controllano la Città e si vede eccome. Invito tutti i lettori nel riflettere molto e bene quando ci si reca a votare perché questa classe politica (così come le precedenti), va assolutamente fermata e spero quanto prima possa nascere un Vero Movimento Riformista fatto da Veri Veneziani in grado di ristabilire un giusto equilibrio economico della Città e possa pianificare serie strategie per un necessario e vitale Vero ripopolamento della Città, fatto da giovani residenti attivi e non virtuali.

Alcune azioni per tentare di frenare la metastasi in atto, potrebbero essere ad esempio:

PER IL FATTORE COSTO MATTONE:

1) Bloccare, con Leggi Speciali temporanee, il cambio di destinazione d’uso residenziale turistico (escludendo i casi per utilizzo alberghiero di palazzi o grandi edifici).

2) Attivare (direi punto nodale della questione), nei passaggi di proprietà per uso abitativo, l’obbligo dell’acquirente o dell’eventuale conduttore di sottostare ad una dichiarazione di residenza (accertata) in Città per almeno 10 anni.

3) Istituire imposta Regionale sulla superficie delle seconde case in area Venezia Centro Storico di proprietà dei non residenti (vedi come recente Legge approvata dalla Regione Sarda). Imposta da dirottare a favore del re-insediamento veneziano.

4) Agevolare, attraverso strumenti di sostegno finanziario ma anche fiscali, quelle economie deboli (negozi di tipo artigianale o d’attività famigliare) o di vicinato, con ricavi medio – bassi, per bloccarne le continue chiusure a favore d’attività ad alta marginalità imposta dall’economia speculativa.

5) Aumentare a 500 metri quadri il parametro di riferimento “area minima”, per la concessione di nuove Autorizzazioni per strutture ricettive alberghiere.

6) Bloccare le concessioni di autorizzazioni “bed and breakfast” esclusi i casi la cui conduzione avvenga da persona fisica residente in Città e proprietario dell’immobile in questione con accertamento dagli Organi di Controllo Comunali.

7) Istituire un tavolo di concertazione tra: Agenzia del Demanio, Organi Religiosi, Regione, Provincia, Comune ed Organi Universitari preposti (vista la gravità del caso), per pianificare opportune strategie al fine di sottrarre al mercato immobiliare le abitazioni destinate a soddisfare le richieste degli studenti, attivando una politica mirata all’edificazione immediata di Campus Pubblici in quantità sufficiente alle necessità degli stessi.

PER IL FATTORE MOBILITA’ E NUOVI INSEDIAMENTI:

Attuare sistemi veloci di collegamento tra il centro storico, terraferma ed isole. Si vuol comprendere che una nuova “mobilità veneziana” permetterebbe la riconversione di certe aree, oggi distanti, isolate ed emarginate (un solo esempio per tutte: l’isola di Sant’Erasmo, potrebbe insediare circa 50.000 persone, tra l’altro come già proposto dall’Unesco ancora negli anni sessanta, idea avvalorata recentemente da una tesi specifica di una studentessa di ingegneria). Ripeto a squarciagola, nuovi sistemi di trasporto significano raggiungere la Terraferma e viceversa in circa dieci minuti, questo determina non solo una vera osmosi tra le due Città (cosa fondamentale), ma sicuramente anche nuove opportunità e prospettive per attività lavorative in terraferma ai nostri figli residenti in Centro Storico e soprattutto nelle Isole, oggi emarginate, senza dover abbandonare la propria Città.

PER IL FATTORE TURISMO INVASIVO:

E’ necessaria una forte politica radicale in grado di invertire l’attuale tendenza espansiva turistica, pianificando strategie, atte a stabilire un’equa e compatibile ripartizione socio-economica e quindi in qualche modo regolamentare lo strapotere prodotto dal mercato del turismo che oltrepassando certi limiti provocherà nella Città d’Arte la snaturalizzazione del tessuto sociale e residenziale trasformandola in un grande albergo e museo a cielo aperto. In buona sostanza bisogna definire quanto deve incidere l’economia turistica (si ipotizza la soglia di non oltre il 50% del prodotto interno lordo complessivo del Centro Storico). E’ di tutta evidenza che nel contempo si deve procedere ad una seria programmazione per un rilancio economico di quei settori strategici locali (es. grande e piccola cantieristica navale – nuove tecnologie e materiali – ecomotori marini – robotica navale – logistica – tecniche del restauro – artigianato locale – turismo nautico da diporto), vanno inoltre attivati strumenti di sostegno e di rilancio per l’industria vetraria artistica, l’itticultura, l’agricoltura lagunare di nicchia ma anche un’attenta analisi economica per porre in atto strategie di sviluppo idonee nei settori ad alto contenuto tecnologico.
Bisogna altresì attuare il controllo dei flussi, in particolare quello turistico, il che significa l’esserne regolamentato e possibilmente indirizzato, con linee di trasporto riservate, come altrettanto per i residenti ed ottenere un allentamento della pressione turistica sul residente. A tal fine è auspicabile l’insediamento di un comitato di saggi che determini annualmente la quantità giornaliera di presenze turistiche sostenibile per la Città non escludendo l’istituzione di sistemi di prenotazione obbligatoria. In tale contesto è fondamentale istituire un’imposta turistica da intercettarsi attraverso una Card Comunale (obbligo del turista al possesso) quale unico sistema per accedere a Venezia nei mezzi di trasporto pubblico e privato e nei musei. Il turismo deve seriamente contribuire alle spese che la nostra Municipalità sostiene per i servizi erogati agli ospiti in Città (pulizia stradale, rifiuti, illuminazione, informazione e controllo del territorio, manutenzioni). Tale imposta deve essere trasferita alle casse Comunali quale finanziamento necessario per un progetto strategico di ripopolamento del Centro Storico e Isole, ma anche a favore delle imprese innovative, escludendo ovviamente quelle rivolte al settore turistico. Infine per quanto attiene la malavita organizzata è indispensabile un giro di vite e migliori controlli coordinati (rigorosamente in borghese) da parte delle Forze dell’Ordine, in particolare dalla Guardia di Finanza nella individuazione dei depositi di smistamento.
Contrariamente il destino del Centro Storico o Città antica, sarà quello di un gran museo a cielo aperto e, in quel di Rialto, al posto del mercato di pesce e verdura, nascerà una bella casbah (dove gli operatori tutti, appassionatamente affaccendati, spelleranno il povero turista, fregando alla grande contemporaneamente anche il fisco !

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Inviato da: elbaso

Quello che hai descritto è esattamente l'attuazione del
progetto dell'eliminazione del tessuto sociale,tradizionale
di Venezia.
Sono d'accordo con te sui rimedi per ripopolare e per
far ridiventare Venezia città che produce , avevo proposto piu o meno le stesse idee su un altro post .
Basterebbero queste poche regole per far rinascere Venezia
come città produttiva e città viva e basterebbero pochi mesi
per attuarle ma.... come sappiamo chi amministra non è della nostra stessa idea e sappiamo bene perchè !!!!

elbaso

Inviato il 27-05-2006 11:51
Inviato da: pietro alvise (pietroalvise.gaggio@libero.it)

Cari Veneziani, dobbiamo tutti batterci il petto e recitare il “mea culpa” soprattutto per il nostro voto dato in tutti questi anni a partiti svenduti, il cui indirizzo economico speculativo, ha favorito il turismo di massa e quindi contribuito all’espulsione del veneziano residente (massicce richieste al mercato di abitazioni destinate al turismo che ne hanno fatto schizzare i valori a cifre impossibili per l'acquisto ai più). La disgregazione del tessuto sociale della Città è per la maggior parte compiuta, ed ora non siamo più in grado di sostenere il formidabile attacco finale delle molteplici lobbie di potere, che per la maggior parte ormai sono "foreste" e poco importa di questa Città se non per scarnificarne le ossa. Forse bisognerebbe costituire un movimento politico innovativo, macro-regionale (Veneto, Friuli, parte del Trentino e della Lombardia), possibilmente in grado di ri-aggregare tutto il Grande Popolo Veneto, rappresentato dalle comuni radici storiche e gestito direttamente dagli stessi elettori ovvero il Popolo Sovrano e non come oggi, dove i nuovi eletti sono decisi dai partiti nazionali e quindi "sequestrati della loro volontà". Dobbiamo, tutti comprendere che, questi nuovi “eletti” dovranno in qualche modo essere riconoscenti………. a quei poteri forti che li hanno, diciamo, "eletti".

Inviato il 31-05-2006 10:57
Inviato da: venexian

Da ricordare anche il decreto legge Bersani che ha liberalizzato le licenza commerciali, eliminando le tabelle che di fatto davano una differenziazione alle attività. Inutile leggere di "monocultura turistica" se si sono eliminati i vincoli per gli esercizi commerciali! Risultato affitti sempre più cari, visto che chiunque può subentrare alla scadenza del contratto, espansione dei bar ovunque e invasione massiccia dei cinesi che pagano tutto senza problemi.

Inviato il 01-06-2006 09:45
Inviato da: Alberto

Purtroppo basta farsi un giro per Venezia per perdere la fiducia in un futuro migliore. Non s'illudano banchettari, lancionisti, e quanti altri, compiacendosi del proprio cinismo, spolpano allegramente ciò che resta della Serenissima: Venezia fa gola troppi per poterla lasciare, oggi, nelle mani dei Veneziani onesti, degli artigiani, delle famiglie che ci vivono e domani nelle loro. Venezia é troppo bella e offre guadagni troppo facili. Ci sono speculatori da ogni parte del mondo ben più determinati , più ricchi e più spregiudicati che si stanno ormai da anni spartendo la città. Smettiamola di colpevolizzarci troppo: Venezia sta seguendo semplicemente il destino di altri luoghi paradisiaci nel mondo, troppo belli per poter essere lasciati nelle mani degli indigeni che li abitano. Chi di noi non ha mai provato quel senso di assurdo, camminando in mezzo alla bolgia che soffoca la città, pensando: " ma come si é giunti a questo? Ma come é possibile che venga permesso?" Non solo viene permesso, anzi. Più la città é invivibile, più rapidamente si svuoterà dei suoi abitanti e lascerà campo libero a chi la sfrutterà di dovere: é talmente palese! Senza contare un aspetto del tutto unico in questa città, ovvero quello di avere un'amministrazione che non può essere mandata a casa dai propri cittadini se governa male, perché i voti vengono da Mestre , dove nessuno sa nulla di Venezia e nulla gliene importa. Pertanto, una volta accontentate quelle categorie che possono rompere le scatole e far sentire la loro voce ( albergatori, abusivi, gondolieri ecc.), si può continuare come nulla fosse.
Protestino pure, si lamentino i Veneziani superstiti, tanto meglio: afretteranno il loro addio a Venezia per approdare a Marghera, lasciando le case dove hanno vissuto per generazoni a qualche bel affarista milanese o romano per sminuzzarle in stanze e stanzette pronte da imbottire di turisti imbecilli carichi di maschere e speranzosi di incontrare Casanova...

Inviato il 03-06-2006 19:04
Inviato da: LuigiB (luigi.xty@alice.it)

Non so proprio cosa dire se mi fermo col pensiero a Venesia.

Venesia e' MORENTE... ha ancora la peste che non essendo virale e' molto piu' pericolosa e dannosa: e', infatti, l'UOMO che la sta soffocando. L'essere piu' bieco e pericoloso dell'universo. E, per ignavia; e, per ignoranza. Spesso per avidita' e cinismo.
A nessuno verrebe in mente di far calpestare un dipinto di Giotto (nome a caso) da tutta la multitudine che desidera camminarci sopra. Sarebbe destinato ad essere DISTRUTTO.
LA FINE CHE FARA' VENESIA. O VENETHIA, O VENEXIA, O VENESSIA.
Venezia e' improprio e purtroppo adoperato come e ne piu' e ne meno il calpestio della massa.
Va ben, saro' nostalgico...

Ssciavo vostro...

Inviato il 29-07-2006 23:45
Inviato da: LuiB

Gave' presente ea tentasion del demonio al Cristo..?
Beh, se se co San Marco si... se no co chi xe che si..? Col DEMONIO..? EORA GAVI' CAPIO XA DA CHEL TEMPO..!

Xe scrito: se mi adorerai (nol ghe o ga dito in talian de sicuro) tutto quello che vedi all'orizzonte sara' tuo..!

I veneti (metaforicamente) sono il CRISTO (sensa merito alcuno, ansi, i xe pi demoni che altro, un cuo') che invece di resistere alle TENTAZIONI DELLA CARNE, le favoriscono. Come..? Con il GUADAGNO FACILE..!!! LA... SPECULAZIONE EDILIZIA IN FORMATO ATTILA o FRAGELLO DI DIO.

Se tantissimo bravi e acculturati... ma, e' una mia personale convinzione, na idea mia insoma, ma dixeo: MONE.
Scusame tanto UMB... ma e me scampa cosi', cavolo... Logico che non vuole essere un'offesa.

Pero', se lo merito, xe giusto farme passar pa fesso se sbalio sul me dir..!!!

Steme ben cari venesiani e no ste cedar... ae tentasion dea "carne" e ocio parche' el nemigo eo gave' anca massa la' vissin e no eo save' de verlo. Invense, el xe la' al vostro fianco par l'apunto.
(per chi non sa il veneto tradurro', a richiesta ovviamente)

Inviato il 01-08-2006 20:10
 


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