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Odore di Venezia - Riflessioni di un eterno innamorato di Venezia
di Enzo Cucciniello - inviato il 25/02/2001 (letto 2487 volte - 3 commenti)

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ODORE DI VENEZIA

L’esperienza costruttiva veneziana ha elaborato nei secoli della sua storia modelli fantastici ma,
nello stesso tempo pratici, del fare architettura in un particolare contesto ambientale da madre
natura dotato di bellezza e di incanto, qual è la Laguna con le sue acque libere e le sue barene
vive di ogni forma di vita.
Questa acqua e, più in particolare, l’acqua verde, salata proveniente dal mare, disinquinante in
quanto libera di andare e venire, è stata la componente base a cui riferirsi nella scelta dei
materiali da costruzione.
Le fondazioni, su semplici pali di legno resinoso, gli sbarramenti all’acqua in pietra d’Istria, le
murature di ambito perimetrale “appoggiate” alla facciata principale, i solai in legno e le
pavimentazioni a terrazzo “alla venexiana”, le stesse capriate di copertura, i coppi e i camini,
ciascun elemento della fabbrica concorre per la sua parte in modo organico ed intelligente
all’efficacia statica che si mostra modello irripetibile per i tipi edilizi destinati all’abitare,
all’amministrare, al difendere l’identità della cultura di Venezia.
I materiali da costruzione veneziana, in comunione con l’acqua, si mostrano da oggetti inerti in
soggetti attivi, capaci di arricchire funzionalmente il lessico tecnico e costruttivo, ma anche di
svolgere opera culturale e, cioè, insegnano il valore della ricchezza ambientale: la pietra
d’Istria, nobile nel suo pallore, esalta con la decorazione ; il legno, collabora ed articola le
diverse soluzioni statiche, l’intonaco di calce spenta e sabbia di fiume protegge e colora, il
mattone, fatto a mano, consente di scegliere far i più variati il tipo edilizio preferito.
L’immagine che siamo abituati a leggere lungo i canali di Venezia, è derivata da quel sapiente,
antico lavoro artigianale di “mureri”, “tajapiera”,”scarpeini”, “fravi”, “faegnami”, “tarasseri”,
tutte figure professionali che sottendono ad una complessa organizzazione sociale del lavoro e,
perciò, del cantiere veneziano: il più piccolo dettaglio costruttivo è strumento di conoscenza di
quella Cultura Materiale che è modello da studiare, che è occasione e supporto per riordinare il
senso del significato del momento progettuale volto al recupero dei valori del passato intendendo
questi non congelati nel restauro, ma proiettati verso il superamento del presente.
Venezia, anche per questi motivi, è la città dove vivere, dove amare, dove lavorare, dove oziare!
E’ certamente la città del Futuro, in quanto, a poco a poco, tutti i Centri Storici, dal più
importante al più piccolo, e non solo in Italia, dovranno eliminare la presenza delle macchine
sempre di più invasive e deturpanti la vita dell’uomo.
Chi visita Venezia non può che partirsene con negli occhi una sequenza di scene sfavillanti di
colori di quinte quasi teatrali, di particolare suggestione emotiva, con l’acqua che si alza e si
abbassa abbracciata attorno ad ogni costruzione, elemento primario, perché Venezia è
soprattutto “città d’acqua”: pietre e mattoni sono solo dei comprimari!
Ma c’è un altro componente, invisibile, che deve essere particolarmente considerato e cioè l’odore,
il profumo particolare di Venezia!
Se qualcuno vagasse bendato o si fosse smarrito all’interno della città, certamente potrebbe
riconoscere i luoghi dagli odori: nella zona della Pescheria e del Mercato Ortofrutticolo, l’odore
gli direbbe che è a Rialto, giù dal ponte verso Campo San Polo; in Strada Nova caratteristico è
l’odore delle mercanzie sui banchetti; nell’area Marciana domina l’odore dei caffè e dei
pasticcini, mescolato a quello dell’incenso, che emana la Chiesa di Marco, Santo Protettore della
città , sulle rive verso San Giorgio è predominante l’odore salmastro della Laguna frammisto a
quello della sabbia calda delle spiagge del Lido lungo il Canal Grande, magari in gondola,
abbracciati e da lei contagiati , è l’odore della vita che arriva da tante costruzioni affacciate
sull’acqua ...
Odore di Venezia, quindi, Protagonista nascosto ma certamente provocante rimane nella memoria
allorquando si ritorna ciascuno nella propria casa, lontano da Venezia.
Allora, il rimpianto e la nostalgia diventano ancora più pregnanti, ancora più difficili da
cancellare e si ha voglia di ritornare per amarla ancora una volta!

Prof. Enzo Cucciniello
Responsabile del Corso di Progettazione Ambientale ed Ergonomica (IUAV)

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Commenti a questo articolo
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Inviato da: Yuki



Inviato il 08-08-2007 12:28
Inviato da: lorenza

ah.!..certo! ti ho gia' inquadrato yuki-scommetto che hai fatto l'universita' qui e dopo ti sei stufato del gioco oppure allo stesso modo sei venuto qui facendo l'artista o l'intellettuale e venezia non era quella dipinta nei film o nella propaganda turistica-se tu fossi un veneziano(ed e' vero che la citta' fa' schifo)arriveresti alla conclusione che la citta' non va bene solo per essere visitata ma va' salvata!

Inviato il 08-08-2007 16:09
Inviato da: Mau San



Inviato il 08-08-2007 19:02
 


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