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LIBRO E/O PC
di ENZO PEDROCCO - inviato il 11/06/2008
NON “AUT AUT”, MA “ET ET”

“Aut aut“ è l'opera più celebre del filosofo Søren Kierkegaard, ma è anche anzitutto una locuzione latina che viene usata per indicare una scelta obbligata fra due alternative. Ed è piuttosto ricorrente, non a caso, nel linguaggio di coloro i quali, attuando una discutibile e fuorviante schematizzazione teorica, sono soliti contrapporre arbitrariamente il libro al computer, come se un media dovesse necessariamente sostituire l’altro. E come, inoltre, se i tempi in cui viviamo fossero ancora i tempi della logica manichea degli schieramenti, e delle scelte forzate, di sessantottesca memoria.

Fortunatamente, in proposito, c’è anche chi propugna, invece, un’alleanza e non una sostituzione di un media con l’altro. Essendo dell’avviso che tra libro e computer si possa senz’altro verificare una sintesi efficace, in cui un media, lungi dal sostituire l’altro, ne amplia semmai, integrandolo, l’efficacia cognitiva.

E va da sé che per tutti coloro - compreso il sottoscritto - che propendano per una siffatta posizione, all’anacronistico e costrittivo “aut aut” di cui sopra, molto più saggiamente - per rimanere sempre nell’ambito delle locuzioni latine - preferiscano invece il suo opposto ”et et”: ben più adeguato e congruo, senza ombra di dubbio alcuno, al clima di nomadismo culturale, di problematicità e di complessità in cui viviamo.

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