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Barche Veneziane e Lagunari

INDICE
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Forcole e Remi Forcola Forcola Forcola Forcola Forcola
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Forcole

Le forcole sono gli scalmi per la voga alla veneta, di forma molto differente in base al tipo di barca cui appartengono e alla posizione di voga cui sono assegnate.
A grandi linee si dividono in forcole da poppiere e forcole da prodiere.

La forcola da poppiere è uno strumento molto complesso, che non di rado presenta due alloggiamenti per il remo, quello in basso per la voga a uno e l´altro per quella a più vogatori o quando necessaria la voga sulla nerva. La forma molto ansata e la completa libertà lasciata al remo di uscire dallo scalmo servono alla manovra: infatti il remo agisce sulla forcola non soltanto negli alloggiamenti principali, ma in molte altre posizioni, consentendo a esempio di vogare all´indietro e di girare la barca sul suo asse.
Nella forcola da poppiere della gondola (foto a destra) si contano ben nove posizioni remo/forcola.

Le forcole da prodiere sono più semplici, con un solo alloggiamento per il remo, ma mantengono grande varietà di forme in base alla barca cui sono destinate.

Esiste una seconda classificazione delle forcole riguardo l´uso cui sono destinate:
Uso da lavoro - sono solitamente più lineari e semplici per ridurre l´ingombro;
Uso da diporto - Sinuose e spesso decorate a intaglio e doratura (velae);
Uso in regata disegnate su misura da ciascun regatante e prive della tapa per consentire posizioni personalizzate sull´ingobbio (nogaro) a mezzo di piccoli cunei (penoe).

Le parti essenziali della forcola sono:

  • testa
  • morso
  • naselo de sora
  • naselo de soto
  • recia
  • sanca e comio
  • tapa
  • sata

Una buona forcola, viene ricavata spaccando un tronco di noce con cunei in modo di mantenere continua la venatura del legno, il pezzo ricavato con questo sistema, analogo a quello usato per i remi in faggio, è detto stela.

Remi

Il remo per la voga alla veneta è ricavato da una stela di faggio, cioè un tronco giovane oppure uno spaccato longitudinalmente con cunei ( soprattutto recentemente, da quando il ramino ha pressoché sostituito il faggio) per garantire la massima elasticità e robustezza con un diametro minimo. Per supplire all´insufficiente larghezza a livello della pala, questa viene compiuta con cortei laterali asimmetrici in legno duro.

Anche nel remo si distinguono più parti:

  • giron - è l´impugnatura cilindrica;
  • entrar - la parte che agisce sullo scalmo;
  • copo - la parte a sezione trasversale asimmetrica tra l´entrar e la pala;
  • pala
  • corteo longo - sul lato superiore della pala;
  • corteo curto - sul lato inferiore della pala, il primo a entrare in acqua;
  • soraosso - tassello che può trovarsi inserito nell´entrar per riparare remi usurati dalla frizione sullo scalmo o migliorarne l´elasticità.

L´impugnatura cilindrica si sviluppa nella pala con dolci linei curve, senza alcuna discontinuità.
La sezione trasversale del copo si presenta convessa a spigolo nella faccia superiore e convessa ad arco in quella inferiore: in questo modo la metà inferiore del remo risulta più pesante della superiore, favorendo il movimento in entrata (premer) e in uscita (staìr) dall´acqua specifico della voga veneta.

La lunghezza del remo veneto varia, secondo la barca, da circa due metri e mezzo a oltre i cinque. I remi usati a poppa sono leggermente diversi da quelli di prua, più corti e con il copo più simmetrico.

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