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MESTRE ROMANTICA
di Luciano Callegaro - inviato il 21/04/2007 (letto 3177 volte - 7 commenti)

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MESTRE ROMANTICA
MESTRE è e continua ad essere un gran dormitorio. Tantissime case sono state costruite e tantissime altre se ne costruiranno. Oggi si pensa ai grattacieli di 80/100 m di altezza, ma non si poteva pensare prima e creare più spazi verdi attorno alle case? Sempre troppo tardi. Mestre è una città che non ha ancora trovato la sua identità. E' una città di periferia con molte periferie attorno. E' una città che sta ospitando una gran moltidune di Veneziani che hanno fatto nascere i loro figli in questa terraferma priva di tutto. Comunque qualche volta la natura ci regala degli attimi romantici. Quando nevica, per esempio, Mestre ricoperta da un candido velo appare misteriosa e silenziosa. Solo per poche ore, poi il traffico ...
Vi invito a visitare il sito www.mestreallagata.altervista.org (che non c'entra nulla con l'effetto romantico che sa creare la neve). Grazie per l'ospitalità.

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Commenti a questo articolo
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Inviato da: Tello (Tello.venezia@libero.it)

Sono pienamente d'accordo con l'intervento riportato sopra dal sig.Callegaro. Se posso aggiungere solo una piccola cosa, il titolo di "città" dal sig. Luciano utilizzato nel suo intervento, non è un termine propriamente corretto. Allo stato attuale, e con gli attuali regolamenti e disposizioni comunali, Mestre con il trattino Carpenedo, è una delle sei attuali municipalità di Venezia, compresa nella sua area metropolitana. Ci abbiamo provato, con ben quattro referendum bocciati dalla maggior parte dei veneziani nel giro di 20 anni, a far sì che Mestre tornasse ad essere "città" vera, e non solo decantata dagli attuali organi di dis-informazione cittadini, e dopo che più di 70 anni fa, nel 1932, il fascismo abolì lo stesso Comune di Mestre, come quello di Favoro e di Chirignago, per costruire "la grande Venezia". I Comuni a ridosso della gronda lagunare furono cancellati, e fù costruito il Ponte Littorio in soli 27 mesi. Altre piccole località invece, hanno deciso di tagliare il cordone ombelicale con la loro madre patria Venezia, è diventare effettivamenete una "città". Esempio è la vicina e bellissima Cavallino-Treporti, con i suoi attuali 15800 abitanti, (la maggior parte emigrati dal Lido, Murano e Burano). Pur essendo veneziani e vicini a Venezia, per storia, cultura e tradizioni, al primo referendum il 66% di loro, e senza nemmeno tanto scalpore, ha deciso di "abbandonare" il capoluogo per istituire un loro comune, autonomo, indipendente, ma che sopratutto non avesse più nulla a che fare con ipocrisie, faziosità, vergogne, scempi, e truffe legalizzate e targate (poveri noi da Pellestrina a Chirignago) Comune di Venezia. Per il resto purtroppo per noi, anche Mestre è nelle mani dei signori di Ca'Farsetti e, se non è un'opinione, quegli stessi uomini che stanno devastando il centro storico, una volta finito il loro lavoro da questa parte del ponte, non avendo altro da radere al suolo, inizieranno la loro opera nulla, inetta e distruttrice dall'altra parte. Sempre che non l'abbiano già fatto, come riporta attentamente il nostro interlocutore, sig. Callegaro. Con l'amaro in bocca per quello che potrebbe essere e diventare Mestre, ma anche per il centro storico, per il Lido, per Burano...

Inviato il 23-04-2007 12:30
Inviato da: Arita

DIREI CHE SIA DI QUA' CHE DEA' DEL PONTE NON SIAMO PIU DISPOSTI AD ACCOGLIERE I PROCLAMI CLAMOROSI CHE CI ARRIVANO DA CA'FARSETTI (E..GUARDA CASO FARSA-FARSETTI..UN NOME UNA GARANZIA)DEL TIPO:TORRI DA 100 METRI A MESTRE,PROGETTI AVVENIERISTICI CHE LA TRASFOMERANNO NELLA NUOVA LOS ANGELES,ETC..E A VENEZIA LO STESSO.PROCLAMI SU PROCLAMI ,FIORI E BANDIERE.MA SIAMO PROPRIO COSI'DEFICENTI DA INDURRE A FARCI BERE QUESTE CAZZATE? DITEMELO VOI!

Inviato il 23-04-2007 17:58
Inviato da: ALBERTO

SONO CONTENTO DI SENTIRE LA VOCE DI MESTRE CHE SI UNISCE AI NOSTRI DIALOGHI. VENEZIANI DI TERRAFERMA RICORDATEVI CHE VENEZIA E' SEMPRE QUI DOVE L'AVETE LASCIATA.

Inviato il 23-04-2007 18:03
Inviato da: Luciano Callegaro (comitato17settembre@yahoo.it)

Ringrazio Tello, Arita e Alberto per le risposte. Sono anni che mi sto battendo contro l'esodo, ma la mia voce si perde tra le calli deserte che ammassano sui masegni i palazzi e le case che si sgretolano lentamente. I prezzi delle case a Venezia continuano a salire e quelli di Mestre seguono a ruota (ho sentito parlare di 6/7.000 euro al mq) i Veneziani scappano per non permettersi di pagare un idraulico o un antennista che costano più della visita di un primario oncologo e finiscono per comperare a Martellago, Scorzè, Mogliano, Marcon, ecc. Ho fatto dei tentativi di mettere in piedi dei Comitati spontanei dei cittadini contro l'esodo, ma con scarsi risultati. Ci dobbiamo organizzare con uno, dieci, cento comitati e far pressione presso l'Amministrazione Comunale, la Regione, lo Stato, affinchè si faccia qualcosa contro l'esodo. Il discorso è lungo, anzi lunghissimo e quando scrivo di questi argomenti mi prende un dolore allo stomaco come se un pugile m'avesse dato un pugno.
Grazie ancora AMICI e buon SAN MARCO.

Inviato il 25-04-2007 11:30
Sito web: www.mestreallagata.altervista.org
Inviato da: Tello (tello.venezia@libero.it)

Gentile Luciano, apprezzo il suo impegno per far rimanere i veneziani nella loro città, nelle loro isole, e nella terraferma veneziana. Personalmente, ma non per scoraggiarla, e non per apprezzare la sua buona volontà, se ancora crede che il nostro Comune, ho qualche ente locale o regionale, faccia qualcosa di concreto o, al minimo, prenda a cuore uno dei tanti problemi che affliggano la nostra città, come può essere l'esodo da Venezia e da Mestre che negli ultimi vent'anni ha portato fuori dal Comune Veneziano 145.000 persone, vedrà che non riuscira a tirar fuori nulla di buono. Io non sono nessuno per dire una cosa del genere, ma provo a far riferimento alla storia di questo comune, sulla loro inettitudine e sul loro risolvere concretamente mai nulla, continuando a spendere così fiumi di parole, per decenni e decenni. L'unica cosa da fare per fermare l'esodo, come per migliorare la Citta di Venezia, nel campo delle infrastrutture, dei trasporti, della pulizia, o dei servizi sociali ai cittadini (ovviamente anche a quelli che hanno in tasca una tessera di partito diversa dal colore di Ca'Farsetti o simpatizzanti per una associazione che al palazzo dorato sul Canal Grande non piace) è quello di non delegare più il ruolo di interlocutori a quelli che governano la nostra città. Crede che un comitato formato da cittadini come Lei, nel 2007, possa ancora dialogare e confrontarsi con una assessora alla Residanza che, negli ultimi vent'anni, ha condotto il tema con i risultati disastrosi che abbiamo davanti agli occhi? (Venezia e Mestre 1980: 396.000 abitanti Venezia e Mestre 2007: 252.000 abitanti). Crede che sia giusto per i nostri giovani di Venezia, quelli del centro storico, delle sue isole, e della sua terraferma, che oggi si sono trasferiti a Spinea, a Marcon, a Peseggia, a Salzano, a Mirano, a Mogliano, a Cavallino, e per il quale il leone di S.Marco non è più il loro riferimento, dare ancora il ruolo di interlocutora a colei che ha combinato questo disastro? E crede che il sistema che gli stà dietro sia miglore, e possa affrontare il problema in modo più incisivo, della sua delegata? Mi creda, non è il caso. Lo dobbiamo, anche come forma di rispetto, a tutti quei cittadini che, negli ultimi decenni, si sono ritrovati a non vedersi più davanti ai loro occhi il canale sotto casa, l'atmosfera e la profondità della propria isola, le loro vie e le loro Piazze che circondavano le proprie radici. Se vogliamo affrontare e risolvere il problema della residenza, se crediamo che sia giusto che i nostri ragazzi e i nostri concittadini tornino nelle loro amate isole, nella loro isoletta del Centro Storico, o nella Terraferma Veneziana, allora l'unica cosa da fare è unire le nostre sinergie, con le nostre competenze, professionalità e specializzazioni, e provare a fare NOI, qualcosa di buono. Noi, semplici cittadini veneziani, che hanno a cuore SOLO la loro città, lasciando perdere la collocazione politica e la faziosità del 25 Aprile. Non sò se la soluzione può essere quella del Comitato di Salute Pubblica a Venezia, ma credo che almeno questa sia una proposta affinchè i cittadini ritornino a prendere coscienza della loro grande città, del loro territorio, delle loro radici storiche, lasciando titoloni e tromboni della dis-informazione solamente a quelli del Palazzo. Sabato pomeriggio, se le è possibile, venga a trovare il comitato di Salute Pubblica a Via Garibaldi Castello. Sicuramente lì troverà qualcuno che avrà a cuore anche questo enorme problema, e che le darà maggiori indicazioni ed informazioni su come risolverlo. Lasciando perdere quelli che oramai hanno fallito, e che non meritano più di essere interpellati, nè tanto meno, da parte nostra, il ruolo di interlocutori. Saluti.

Inviato il 26-04-2007 13:06
Inviato da: Luciano Callegaro (comitato17settembre@yahoo.it)

Caro signor Tello, ho letto la sua missiva tutta d'un fiato e debbo dirle che in tutto e per tutto mi sono trovato sulla sua stessa lunghezza d'onda. Il 17 settembre 2006 le fognature e i canali di Mestre non hanno retto la piena ed hanno innondato di fogna mezza terraferma veneziana. Stupiti ed allibiti che un grosso temporale abbia tenuto sotto scacco mezza città per moltissime ore i cittadini incazzati per aver perso beni, ricordi, automobili e quant'altro si sono organizzati in comitati. Con l'aiuto di qualche giornale sensibile al problema, si è diffusa la notizia della nascita di uno, due, tre, ... comitati. Con il passa parola e il tam, tam, ora siamo più di tremila famiglie iscritte in otto comitati. Abbiamo contatti con gruppi sparsi un po' qua e un po' là che teniamo costantemente informati. Non abbiamo mai mollato e non intendiamo mollare. Durante l'incontro con il Sindaco Cacciari, abbiamo portato a casa degli impegni precisi e delle date certe, ma non lasciamo mi creda. Il comitatone resterà in piedi finchè l'ultima strada della terraferma non finirà più sott'acqua. Ci vuole pazienza e molta buona volontà. L'Amministrazione Comunale ha tentato di prenderci per stanchezza e non c'è riuscita. Abbiamo detto di NO a qualche amico politico che si è fatto avanti, abbiamo bandito tutti i colori politici e nel nostro gruppo dirigente non si parla mai di politica, ma di cose da fare per interessare l'opinione pubblica, i giornali, le televisioni e fino ad oggi abbiamo retto molto bene. Purtroppo sappiamo che i tempi non saranno brevi e che sarà necessario lavorare molto per giungere a conclusione. In questo momento mi sto battendo contro le fogne comunali che straripano ad ogni temporalone e che lasciano sul selciato i residui di fogna che certo non fanno bene a nessuno. La VESTA dal canto suo non si è minimamente preoccupata di lavare e disinfettare le strade, i parchi, i marciapiedi. Siamo purtroppo ostaggio di una classe dirigente che poco si preoccupa della nostra salute e della nostra vivibilità.
Certamente sarà utile un incontro con il vostro Comitato di salute pubblica e la ringrazio per l'invito. Spero che 1, 10, 100, 1000 COMITATI possano in qualche modo cambiare questa situazione che sta incancrenedo la nostra CITTA'.
Grazie AMICI.

Inviato il 26-04-2007 21:23
Sito web: www.mestreallagata.altervista.org
Inviato da: Basos

Sempre meglio che un allagamento

Inviato il 26-08-2009 13:24
 


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