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Pietre di Venezia ..:Torna indietro:..
La Vendita del Palazzo Ducale è Andata Male - Rossini e Romanelli la danno buca ai fedelissimi
di Umberto Sartori - inviato il 25/03/2004 (letto 2989 volte - 0 commenti)

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''Il Palazzo Ducale è in Vendita?''.

Così, con spudorata autoironia, veniva pubblicizzato un incontro della cittadinanza con il sovrintendente ai Beni Architettonici Rossini e il direttore dei Musei Civici Romanelli. I quali avrebbero dovuto illustrare ai cittadini le pecche della politica culturale del Governo, sotto l'egida di un partito: il pds. Con la benedizione e il patrocinio di un'alta carica di quello stesso partito.

Probabilmente i due infedelissimi funzionari dello Stato contavano proprio sulla protezione di quell'egida di partito, che non è tale da invogliare al colloquio nessuna persona liberale, onesta e sensata; tanto meno noi del Comitato di Salute Pubblica che, pur liberali e onesti, talvolta esuliamo dal senso comune (e soprattutto da quello ''comunista'') :-).

Giocando per così dire in casa, i signori in questione contavano forse su un uditorio condiscendente alla loro orgetta di mistificazione; ma in gioco c'è la salvezza di Venezia, e non c'è egida di partito che ci tratterrà dal manifestarci come volontà salvifica per la città.
Sparsa la voce che anche noi del Comitato avremmo partecipato attivamente all'assembela organizzata pur dal pds, ma rivolta alla cittadinanza, i "signori del restauro" veneziano hanno rimandato l'incontro con il popolo a data da destinarsi, lasciando con un palmo di naso proprio quell'uditorio di una trentina di fedelissimi, che già si vedevano accalorati a berciare contro il loro ''leader a rovescio'' Silvio Berlusconi, scaricando sulle sue spalle nazionali le responsabilità del loro proprio malfare locale.

Bén, i ga fato la bea, i gà sconto la testa in chea sabia che i mete soto i masegni, ma sé ora de finirla co ´sti strussi che ne magna e megole de la cità.

È ora di finirla con funzionari indegni di tale nome. ''Funzionario'' assolve una funzione pubblica, al servizio dello Stato, e non di una parte. La organizzassero in nome della soprintendenza e dei musei civici, una conferenza sui problemi della città!
Come non si vergognano loro, stipendiati servitori dello Stato, di andare a mezzo servizio in proprio, ma vestiti delle cariche di Stato, in casa pds? Che razza di funzionari sono mai questi? Come possono soprintendere e dirigere il nostro massimo Bene Comune, cioé le opere d'arte, che sono ormai la principale fonte di reddito per tutta la città?
Infatti non soprintendono e non dirigono affatto. L'uno tace e nasconde ostinatamente la cancrena da solfatazione che ci divora, l'altro fa sostituire un pregevolissimo manufatto di orologeria antica con un oriolo rabberciato col meccano... Probabilmente l'orologio più famoso al mondo, dopo il Big Ben.

Nichilisti sono: a loro non importa affatto la memoria di sé che lasceranno ai posteri e alla Storia: il signor Romanelli verrà iscritto per i secoli a venire nell'albo nero di tutti gli appassionati di orologeria del mondo, finché questa passione collezionistica avrà storia e vita, ma non sembra importargliene nulla: non difende l'orologio, lui, ma il suo dubbio sodalizio con il cane di maniscalco cui ha fatto trasformare il nostro orologio della torre dei Mori.

Se a qualcuno fosse sfuggita l'operazione, controlli le mie affermazioni sul materiale fotografico raccolto e pubblicato dall'ex-orologiaio-curatore dell'orologio dei Mori. Orologiaio-curatore che è stato allontanato dalla sua funzione proprio prima che il ''direttore dei musei'' procedesse al misfatto sul corpo dell'orologio.
Qui trovate un estratto di quella documentazione, e il link all'intero procedimento:OROLOGIO

Venezia deve poter contare su ben altra qualità di uomini e funzionari, se vogliamo che sopravviva, e il tempo stringe sempre di più: guardate le pietre e i mattoni intorno a noi...

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