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Cavalca via al cromo - uomini e caporali
di Umberto Sartory - inviato il 04/03/2005 (letto 1727 volte - 0 commenti)

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Ora c'è questa banda, forse di centinaia di persone, che accetta incarichi per bonificare fanghi inquinati, viena profumatamente pagata per questo lavoro, e invece di ripulirli, se li rivende così come stanno sotto forma di terreno da imbonimento.A quanto si legge sui giornali, su tutta la penisola sono fioriti terrapieni e cavalcavia che sono in realtà vere miniere di metalli tossici, idrocarburi e altre monnezze. Tanto ricche, come miniere, che la gente comincia ad annusare esalazioni preoccupanti, ed ecco come la storia della nostra banda di amici per la pelle (degli altri), viene all'attenzione generale.Sempre stando ai giornali, il gruppo di buontemponi era talmente svaccato che le evidenze sono da subito schiaccianti: percentuali di cromo, mercurio, piombo che farebbero felice qualsiasi ingegnere minerario in prospezione.Pare che attualmente i signori giudici siano in imbarazzo sul come trattare questa banda di criminali. Data l'attuale impostazione governativa,, supportata da quella sindacale, si direbbe che paia loro opportuno valutare che si hanno per le mani degli imprenditori, con ditte e dipendenti.La nefandezza del loro crimine, per la legge oggi praticata dalla nostra magistratura, non è nemmeno sufficiente a privarli di quella qualifica...Si fanno addirittura istanze difensorie in cui si chiede esplicitamente che questi ''imprenditori'' possano riprendere la direzione delle loro aziende. L'intera società civile sembra prostrarsi davanti al non saper cosa fare, all'essere impastoiata da leggi che dovrebbero invece garantire la libertà, soprattutto la libertà dal crimine.L'impressione generale è che quei bastardi non solo non subiranno condanne se non formali, ma addirittura rientreranno sul mercato con le loro associazioni a delinquere mimetizzate da azienda.Io avrei un'idea diversa, invece. Io prenderei quei signori e li costituirei in una nuova cooperativa, gli assegnerei un minimo stipendio da manovale e li ingaggerei coartatamente e sotto controllo militare alla bonifica delle loro malefatte. Era o non era il loro mestiere? Sono o non sono stati pagati per ripulire quei fanghi? Beh, adesso lo facciano, con le buone o con le cattive.I moscardini, implicati in numero di forse oltre duecento, pare siano stati tanto attivi in passato che l'opera di bonifica potrebbe richiedere anni. Alla fine della stessa, forse i sopravvissuti potrebbero nuovamente essere considerati una normale ditta con un buon livello di specializzazione.Una legge umana che non consenta questo tipo di dinamica tra causa ed effetto non può essere considerata una legge giusta. E precisamente, quella praticata dalla nostra magistratura sembra addirittura escludere l'ipotesi che il più comune buon senso e il più elementare senso di giustizia indicano con evidenza.Lavorare alla bonifica di terreni di quel tipo è per la maggior parte degli uomini molto nocivo. Quei signori hanno invece avuto tutta l'aria di pensare che piombo e cromo non fossero veleni, quindi forse per loro non lo sono... Ergo mi sembrano i migliori candidati per il lavoro di bonifica che solo la loro avidità ha reso necessario.Hanno sparso a piene mani sul territorio, pubblico e privato, sostanze in grado di avvelenare generazioni di uomini, animali e piante. Devono essere rimandati alle loro aziende perché possano continuare a far lavorare ciascuno i loro dieci operai-complici?Sono ''duemila famiglie che si facevano il pane'' facendo mangiare il mercurio a noi... Va ben non li vogliamo sul lastrico tutti, e anche in galera mica sarebbero utili... Continuino a lavorare, ma che nel loro lavoro ci sia il seme di una redenzione dal loro misfatto. Vogliono andar a lavorare, prego, si accomodino: ci sono pare centinaia di cavalcavia da demolire e ricostruire.E, se fossi in potere di farlo, approfitterei per verificare bene nella funzione dello Stato e delle Amministrazioni chi personalmente aveva incarichi e responsabilità di controllo sull'attività di tutte queste ''ditte'' che per anni hanno ''lavorato'' insospettate: in omaggio alla mobilità del lavoro, gli fornirei ipso-facto un trasferimento nella nuova cooperativa di bonifica.

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