Visit venice through her best site | conosci venezia col suo sito più completo
Home
alberghi venezia mappa di venezia storia venezia observer
ristoranti strade negozi venezia cultura
bar & locali trasporti wallpapers & photos contatto mail
Venezia ObServer homepage
Aggiornamento
Pietre di Venezia
Cultura e Arte
Vita Civile
Mare e Laguna
Storia e Aneddotica
Varie
Cose e Chiose
Reportage
Forum
Difesa di Venezia
Mappe di Venezia

Archivio&Ricerca
Inserisci nuovo

Ultimi Commenti
Storia di S.Giorgio Maggiore - Ecco spiegato perchè l`Istituto Cini non può andarsene, by michelle gersten
LA BAIA DEL RE, by Simone
Storia di S.Giorgio Maggiore - Ecco spiegato perchè l`Istituto Cini non può andarsene, by Lucio
VANDALISMO, by Curtisdub
San Giorgio in Alega, by jacques TURCHET
San Giorgio in Alega, by jacques TURCHET
San Giorgio in Alega, by jacques TURCHET
L'assessore al decoro con delega al Turismo ed il ponte dell'Accademia., by nane
Venezia Malvagia ? - Wicked Venice, by Umberto Sartori
La Tirata, by MG

Venezia ObServer Numbers
7 Sezioni
659 Articoli
1394 Commenti
1904549 Letture totali

Cultura e Arte ..:Torna indietro:..
Poesiole doppiosensuali
di Clara Vajthò - inviato il 13/06/2007 (letto 2113 volte - 0 commenti)

Versione stampabile Versione stampabile
 
Poesiole doppiosensuali
POESIOLE DOPPIOSENSUALI DI CLARA VAJTHO’
Graphe.it edizioni, maggio 2007, pp. 66, € 6.50 (acquisti on line e in libreria)

La prima cosa notevole è che questi piccoli componimenti leggeri, che ruotano su arguti incastri di parole, sono vere poesie: ci trovi lo sguardo attento e meravigliato che scava nelle cose in cerca di senso e di ritmo, e ci trovi anche una storia viva, narrata in sottili trasparenze.
La seconda cosa notevole è la voce argentina di un parlare erotico al femminile che risulta assai innovativo: non cade dentro il gorgo ritroso e lamentoso della femmina doverosamente sofferente pure nel sesso (retaggio d’antica sottomissione e mercificazione, camuffata da famiglia e religione), ma neppure si perde all’inseguimento delle espressioni più crude o sguaiate della tradizione erotica maschile, di più collaudata (ma spesso falsa) liberazione.
Clara Vajthò mette in versi un eros che assomiglia, nella sua limpidezza, al gioco dei bambini: serio preciso attento, e simultaneamente gioioso stupito lieto. In questo orizzonte le differenze fra ciò che è più lirico e ciò che è più ironico, fra ciò che è più vestito di metafora e ciò che è più nudo e crudo, perdono il carattere di contrapposizione e diventano complementari pennellate a dipingere lo stesso quadro: ventaglio di esistenze quotidiane in un chiaroscuro nitido, scritto in colore amoroso e in musica giocosa.
Allora anche espressioni come «apro le gambe», o riferimenti diretti al membro e alla vagina, perdono ogni traccia di volgarità o di tavolo anatomico, e si restituiscono, come è giusto, alla piena naturalezza dell’essere, la stessa a cui appartiene il desiderio che «ronza... dentro il cuore», così come l’amore: «L’amore che hai vissuto / non è tempo perduto / l’amore che hai sognato / è tempo anticipato».
Questo sciame di brevi poesie è dunque un gioco (spesso il titolo contiene, in modo più o meno enigmatico, la chiave di lettura dei versi) eppure va oltre: va oltre senza strafare e senza presunzione, proprio come il bambino, che quando gioca a fare il pirata della Malesia è pirata ed è in Malesia, anche se sa benissimo che fra cinque minuti salirà le scale e si laverà le mani per sedersi a cena con mamma e papà.

Prefazione di Carlo Molinaro

Versione stampabile Versione stampabile
 
Commenti a questo articolo
Inserire nella casella di testo
i 5 caratteri mostrati nell'immagine
Nome
Email
Sito
Commento
 
 


© veniceXplorer.net, 2001 - 2017